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Le 7 briciole di Mercadante

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Carlo Mercadante, grazie al sostegno del collettivo aperto chiamato Sindrome di Peter Pan, si propone come uno dei più interessanti cantautori in circolazione già a partire dal 2010, quando viene pubblicato il solido LP “Sempre scattando, sempre in movimento”, titolo che riassume la vivacità e creatività di un musicista che vuole sempre stupire con nuove idee e proposte. L’intervista che Carlo ci ha gentilmente concesso è volta a conoscere meglio non solo il suo nuovo progetto, “7 briciole lungo la strada”ma anche i suoi interessi, gusti, opinioni e idee.

1) “7 briciole lungo la strada”, l’ambizioso e originale progetto che stai portando avanti insieme al collettivo “Sindrome di Peter Pan” è quello di un cosiddetto “album a rate” che propone al pubblico una nuova canzone all'incirca una volta al mese. Come hai partorito questa idea e quale vuole essere il messaggio che lanci?

L'intenzione è quella di mettere in discussione tutto a 360 gradi. Dal modo di fare musica in Italia alle mie stesse proposte. C'è un esame molto critico dietro. Mi chiedo che senso abbia lanciare 2 o 3 canzoni valide all'interno di un album con altre senza storia, mi chiedo che senso abbia usare le stesse modalità di promozione di artisti affermati. Voglio mostrare quello che c'è dietro, dalla scrittura / stesura alla registrazione / pubblicazione. É un modo per rendere “tangibile” un lavoro di produzione che spesso si perde in un ascolto rapido.

2) La promozione in rete della tua musica denota una certa capacità di maneggiare le nuove tecnologie e le nuove possibilità che si aprono nel rapporto fra autore e ascoltatore. Se oggi è più facile diffondere e divulgare materiale musicale risulta sempre più difficile rintracciare la narratività, cioè la compattezza tematica e concettuale che si inscriveva – anche fisicamente - nei supporti tradizionali. La dispersione della musica in una miriade di frammenti disconnessi implica un maggiore sforzo da parte dell’autore nel mettere in luce i messaggi di fondo del suo progetto. Quale è il filo conduttore del tuo e quali elementi di continuità/discontinuità dobbiamo aspettarci dalla nuove canzoni?

Io racconto anche il percorso che c'è dietro una canzone. Il risultato finale è la sintesi di una serie di riflessioni e ricerche che portano un brano da chi lo scrive a chi lo ascolta. Ritengo importante argomentare questo percorso. Con un “album a rate” posso dedicare ampio spazio ad ogni tematica che affronto. Mi rivolgo a chi si da tempo per comprendere questo modo di operare. A chi fa musica non deve più bastare il fatto di porgere un ascolto rapido.

3) Da ciò che si scrivi sul tuo sito e dai testi delle canzoni si evince un’attenzione per le tematiche sociali e del mondo giovanile, raccontate con ironia, sarcasmo, senza nascondere un po’ di amarezza. Condividi l’opinione secondo la quale il periodo di crisi e di crescenti disuguaglianze sociali che stiamo vivendo impone la necessità di proporre un nuovo cantautorato d’impegno che si erga a baluardo di un certo qualunquismo e di “ritorno al privato” che dagli anni ottanta ha progressivamente preso il sopravvento anche nell’ambito della musica popolare?

Lo dico sempre: Divertirsi significa “divergere” o affrontare un cambiamento. Chi si diverte si predispone già ad avere un atteggiamento propositivo. Io propongo temi che possono essere importanti, ma lo faccio spesso sorridendo. É solo un modo di porgere le cose, è un linguaggio. Il comico riesce a far riflettere senza per questo degradare un argomento. É l'atteggiamento che più mi piace. Ovvio, non sono un comico ma l'ironia mi aiuta spessissimo.

4) Le tue canzoni, delicate ma allo stesso tempo profonde, nascondono una grande maturità oltre che a un certo bagaglio culturale. Quali sono i musicisti che ti hanno più influenzato? E ci sono letture che hanno ispirato la tua produzione musicale?

Ascolto tantissima musica: dal rock al country dall'elettronica alla classica. Potrei dire Mark Knopfler, Jim Croce, Jean Michel Jarre. Mi lego più ai suoni che alle parole. Le parole ognuno già le ha dentro. Letture tante. Il fumetto ha un posto rilevante nella mia vita perché ritengo aiuti a viaggiare e prendere coscienza del mondo in modo più immediato e diretto. Tutto quello che stimola la fantasia o una semplice considerazione, entra di forza tra i miei interessi.

5) Infine volevo farti una domanda più di natura tecnica: la semplicità della strumentazione musicale (che comunque non si dissocia mai dall’attenzione al dettaglio) dona un apprezzabile realismo alle composizioni. Questo approccio è dettato da cause di forza maggiore oppure risponde a una estetica della “bassa fedeltà”?

La semplicità di alcune canzoni non corrisponde alla complessità di altre. In realtà sono molto aperto a soluzioni e non mi sono mai preoccupato di incastonarmi in un genere preciso. Tra le mie prossime “briciole” c'è anche dell'elettronica. La musica è ricerca. Non posso negarmi la possibilità di fare cose diverse. Quando non le so fare è per me l'occasione di farmi aiutare da chi sa e da chi mi insegna.

Si ringrazia Ketty Bertuccelli per la supervisione e per aver reso possibile questa intervista

Alessandro Zabban

Nato nel 1988 a Firenze, laureato in sociologia. Interessi legati in particolare alla filosofia sociale, alla politica e all'arte in tutte le sue forme.

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