Trump: su chi ha costruito la vittoria nel 2016?
[Dall’archivio]
La convention repubblicana ha confermato la ricandidatura di Trump alle presidenziali USA di novembre. Riproponiamo un’analisi della sua base elettorale di quattro anni fa.
[Dall’archivio]
La convention repubblicana ha confermato la ricandidatura di Trump alle presidenziali USA di novembre. Riproponiamo un’analisi della sua base elettorale di quattro anni fa.
Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti si avvicinano e questo articolo offrono un dettaglio articolato del sistema elettorale del paese e dei cambiamenti che lo hanno interessato negli ultimi decenni.
L’apparente staticità del voto nasconde sommovimenti più profondi, tra il malcontento giovanile e la tattica di PiS di fascistizzare il paese un pezzettino alla volta.
Analisi dei flussi di voto e dei blocchi sociali, verso un ballottaggio sul filo di lana nel quale saranno decisivi gli elettori di Hołownia e di Bosak, mentre Duda spera nel voto dei fascisti.
Il primo turno delle elezioni presidenziali polacche ha consegnato Duda (PiS) e Trzaskowski (KO) al ballottaggio. In attesa del secondo turno, vale la pena analizzare il significato dell’appuntamento per la Polonia e i profili politici degli sfidanti.
Vista dal 2020 la memoria appare sbiadita nei suoi contorni effettivi, ma ancora viva come riferimento storico e come imperativo morale. Alla difficoltà di un giudizio definitivo concorrono però i forti sommovimenti di cronaca che hanno occupato la vita pubblica.
Capitolo finale del viaggio nell’evoluzione della memoria della Resistenza.
Il periodo 2001-2006 (esteso al 2011 saltando la parentesi del centrosinistra 2006-08) è stato il più lungo periodo continuativo nell’Italia del dopoguerra in cui fascisti o post-fascisti abbiano condiviso responsabilità di governo. All’apice della polemica antiresistenziale si oppone però una ripresa della coscienza della memoria nel centrosinistra.
La posta in gioco alle presidenziali di novembre è la conferma del trumpismo o il suo rifiuto, in una società in cui la questione razziale è estremamente polarizzata tra i due maggiori partiti, mentre particolare attenzione deve essere rivolta al possibile ruolo dell’esercito.
Il più forte attacco del dopoguerra diretto non a un determinato partito o a un’ideologia politica, ma alla Resistenza in quanto tale; con la novità della disponibilità di settori della sinistra a farsi coinvolgere in un tentativo di costruzione di una memoria “condivisa” banalmente equiparata.
Forse il decennio più duro per la memoria della Resistenza, apertosi con il crollo del sistema internazionale nato dalla sconfitta del fascismo e proseguito con il prendere piede del revisionismo storico.