Yosuke Tsuruho, senatore del Partito Liberal-Democratico ha deciso di dimettersi dalla presidenza della commissione Bilancio della Camera dei Consiglieri in seguito alle polemiche scatenate da alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di un intervento di campagna elettorale.
Il senatore, al fine di lodale l’efficienza del governo, aveva sostenuto che “per fortuna” c’era stato un terremoto nella penisola di Noto.
Frattanto, l’immigrazione continua ad essere uno dei temi principali della campagna elettorale per il rinnovo della Camera alta. Martedì scorso, l’esecutivo ha lanciato un nuovo ufficio all’interno del Segretariato del Gabinetto con il compito di coordinare le diverse azioni del governo sul tema.
“Purtroppo, anche in Giappone, credo che siano emerse forze politiche che alimentano dibattiti che fomentano divisioni e conflitti. Sono molto preoccupato. Se ci sono forze politiche che cercano di ottenere punti escludendo gli stranieri, intendo combatterle con determinazione.
In primo luogo, la società giapponese potrebbe funzionare se non fossimo in grado di coesistere con gli stranieri? Ad esempio, nel settore dell’assistenza infermieristica, si stima che saranno necessari 2,7 milioni di lavoratori (stranieri ndr) entro il 2040. Questo significa tra 15 anni. Attualmente, ci sono 2,1 milioni di lavoratori, ma non ne arrivano di nuovi a causa delle dure condizioni di lavoro. Alcuni lavoratori si stanno addirittura licenziando. Sarà molto difficile colmare questo divario di 600.000 unità.
In un momento come questo, non sarebbe una benedizione se persone provenienti da altri Paesi si unissero a noi come lavoratori essenziali, i quali costituiscono il fondamento della società? In questo momento, arrivano persone da Indonesia, Filippine ed altri Paesi. […] Ieri ho fatto un comizio nella Prefettura di Aichi e, prima di ciò, ho incontrato diversi titolari di piccole e medie imprese del settore manifatturiero.
La Prefettura di Aichi è probabilmente la principale Prefettura manifatturiera del Giappone. Ci sono molti produttori famosi, tra cui Toyota, e molte aziende dell’indotto. Li ho incontrati nella città di Nishio, dove si trovano molte aziende produttrici di stampi. Si tratta di aziende che realizzano stampi per componenti di automobili e macchinari in generale.
Quando ho chiesto ai presidenti dell’azienda, mi hanno risposto: “Abbiamo 100 dipendenti, ma 30 di loro sono stranieri”. Senza gli stranieri, non saremmo in grado di produrre i nostri prodotti. Per questo motivo, stiamo facendo del nostro meglio per ottenere il loro supporto organizzando sessioni di studio della lingua giapponese e rispondendo alle loro richieste. Viviamo in un’epoca di carenza di manodopera, in cui il mondo del lavoro non può sopravvivere senza stranieri. Si stima che entro il 2040 ci sarà una carenza di manodopera di un 1 milione di persone.
Finora, abbiamo garantito la forza lavoro facendo lavorare più donne e anziani. Alcuni potrebbero dire che dovremmo usare i robot, ma anche così, sarà difficile creare una forza lavoro di 1 milione di persone.
Naturalmente, la società giapponese non può funzionare senza l’aiuto degli stranieri nell’industria manifatturiera, nell’assistenza infermieristica, nell’edilizia, nei trasporti pubblici, ecc. Se è così, non dovremmo puntare a una società in cui possiamo accettare pienamente gli stranieri e convivere con essi, invece di perseguire una logica di esclusione?
Vogliamo creare una società multiculturale. Non si tratta solo di poter coesistere con persone di altri Paesi. La coesistenza multiculturale significa eliminare la discriminazione di genere, eliminare la discriminazione tra uomini e donne e, naturalmente, eliminare le barriere di nazionalità. Significa anche accettare le differenze di valori ed eliminare la discriminazione basata sulla differenza di età: questo è ciò che significa una società multiculturale” ha affermato, nel corso di un comizio tenutosi a Sendai lo scorso 12 luglio, il Presidente del Partito Costituzionale Democratico, Yoshihiko Noda.
Mercoledì, il vicesegretario del Gabinetto, Kazuhiko Aoki, ha dichiarato, nel corso della consueta conferenza stampa, che il Sol Levante potrebbe essere obiettivo di interferenze estere volte a condizionare – tramite le reti sociali – la campagna elettorale.
Il giorno precedente, il ministro alla Digitalizzazione, Masaaki Taira, aveva sostenuto che, secondo alcuni rapporti, sussisterebbe tale rischio.
Sempre nell’ambito della campagna elettorale, lo stesso giorno, il Partito Comunista ha depositato una denuncia contro un candidato di Sanseito, ex agente di polizia, il quale aveva scritto che “molti miei colleghi sono stati uccisi da membri del Partito Comunista ed i loro metodi erano brutali. Vivo ancora nella paura”.
Il 18 luglio, intanto, i partiti presenti in parlamento hanno incassato la seconda tranche dei sussidi pubblici ad essi destinati per complessivi 7.884.130.000 yen. A fare la parte del leone, con 3.409.880 yen incassati, è stato il Partito Liberal-Democratico seguito dal PCD (2.042.790.000 yen), dal Partito dell’Innovazione (802.300.000 yen), dal Nuovo Komeito (661.840.000 yen), dal Partito Democratico per il Popolo (poco più di 494 milioni494.810.000 yen), da Reiwa Shinsengumi (229.190.000 yen), da Sanseito (129.170.000 yen), dal Partito Socialdemocratico (70.960.000 yen) e dal Partito Conservatore (43.160.000 yen).
Ad Akuseki, al 14 luglio, erano oltre 2.000 i terremoti rilevati sull’isola. L’attività sismica, la quale non accenna a calare, rende difficile il ritorno dei circa 40 evacuati.
Ad Hokkaido, il tifone Nari ha colpito, martedì scorso, l’isola causando una frana: la prima provocata da un tifone dal 2016.
Ad Osaka, il 13 luglio, l’Esposizione che si tiene nella città ha toccato i dieci milioni di visitatori. Purtuttavia, il forte caldo e l’avvicinarsi della stagione delle piogge rende poco realistico l’obiettivo dei 22 milioni auspicato dal comitato organizzatore.
Nella sanità, il governo ha annunciato di aver buttato, perché scaduti, farmaci per il contrasto al COVID-19, per un valore pari a 240 miliardi di yen. Complessivamente si tratta di due milioni di dosi di nirmatrelvir (sviluppato da Pfizer) ed 1,6 milioni di dosi di molnupiravir (sviluppato da Merck & Co.). Il dicastero ha anche annunciato che, delle due milioni di dosi di ensitrelvir (sviluppato da Shionogi & Co,), ben 1.700.000 sono rimaste inutilizzate e scadranno a partire dall’anno prossimo.
Circa la commemorazione del bombardamento atomico statunitense su Nagasaki, il sindaco della città, Shiro Suzuki, ha annunciato che i rappresentanti di 107 nazioni parteciperanno all’evento. Suzuki non ha ancora chiarito se Taiwan parteciperà o meno.
In politica estera, l’Agenzia Giapponese per la Cooperazione Internazionale emetterà, in agosto, titoli per un valore di circa 23 miliardi di yen da destinasi ad alcune infrastrutture principalmente in Uganda e Kenya. Il finanziamento sarà annunciato nel corso della Conferenza edochiana sullo sviluppo dell’Africa che si terrà, tra il 20 ed 22 agosto, a Yokohama.
In ambito militare, è stato pubblicato, martedì scorso, il rapporto annuale sulla difesa curato dal Ministero competente. Il rapporto, esprime preoccupazione circa le attività cinesi nel Pacifico occidentale e continua a ritenere la RPC, insieme a Corea del Nord e Russia, come una minaccia per la sicurezza dell’Arcipelago.
Secondo il libro bianco, la Cina ha “accresciuto le proprie capacità operative in più aree distanti” conducendo circa 1.200 atterraggi e decolli dalle proprie portaerei e che la supposta intensificazione delle attività militari potrebbe avere “un forte impatto sulla sicurezza del Giappone e ciò è causa di forte preoccupazione”.
Il documento sostiene anche che la Cina avrebbe “sperimentato alcune operazioni militari finalizzate alla riunificazione con Taiwan, comprese le operazioni di invasione”.
“Ferma opposizione” ed “insoddisfazione” sono state espresse da Lin Jian, Portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare.
“Il libro bianco riflette una percezione errata della Cina, interferisce negli affari interni cinesi e diffonde la falsa idea di una minaccia cinese. La Cina deplora fermamente, si oppone fermamente a ciò ed ha protestato con il Giappone. Taiwan è una parte inalienabile del territorio cinese. La questione di Taiwan è unicamente un affare interno della Cina e come risolverla è una questione che riguarda noi. La Cina è impegnata in uno sviluppo pacifico. La politica di difesa nazionale cinese è di natura difensiva ed il nostro sviluppo della difesa e le nostre attività militari sono legittime e giustificate. La cooperazione militare della Cina con altri paesi è pienamente coerente con il diritto e la prassi internazionale. Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della vittoria della Guerra di Resistenza Popolare Cinese contro l’Aggressione Giapponese e della Guerra Mondiale Antifascista. Esortiamo il Giappone a riflettere profondamente sui propri crimini storici, a trarre insegnamenti dalla storia ed a smettere di trovare pretesti per il proprio rafforzamento militare, alimentando le tensioni nei Paesi limitrofi e nelle questioni connesse alla Cina ed evitando di perdere ulteriormente la fiducia dei suoi vicini asiatici e della comunità internazionale” ha affermato, rispondendo ai giornalisti nella conferenza stampa del 15 luglio, l’alto funzionario cinese.
Il rapporto contiene alcuni riferimenti alla Russia ed alla sua partecipazione alla guerra civile ucraina.
Frattanto, intervistato dall’agenzia di stampa TASS, l’ambasciatore nipponico a Mosca, Akira Muto, ha benedetto un possibile, ed al momento improbabile, incontro Trump-Putin volto a risolvere il conflitto in Europa orientale; ha dichiarato la disponibilità del Giappone a riprendere i colloqui con Mosca per la stesura di un accordo che chiuda giuridicamente e diplomaticamente il secondo conflitto mondiale; dichiarato che, al momento, non saranno allentate le condizioni previste per l’ottenimento dei visti per l’Arcipelago richiesti da cittadini russi e che, pur avendo il Giappone fornito equipaggiamenti bellici al regime di Kiev, tra essi non figuravano armi.
In economia, il 13 luglio, il Presidente statunitense, Donald Trump, commentando i negoziati in corso sui dazi da egli stesso imposti ha affermato che l’atteggiamento delle controparti sta mutando “molto, molto rapidamente”. Parlando in maniera specifica del Giappone, Trump ha sostenuto che “siamo molto vicini al Giappone ma loro vendono milioni e milioni di auto ogni anno. Noi non gli vendiamo auto perché non le accettano e non accettano anche molti dei nostri prodotti agricoli”.
Venerdì, il premier ha affermato di aver chiesto al ministro del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, di andare avanti “con forza” sui negoziati.
Frattanto, la guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti iniziano a manifestare i propri effetti sull’economia nipponica. Il surplus commerciale di giugno si è contratto del 30,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente per complessivi 153,1 miliardi di yen.
Le esportazioni sono calate dello 0,5% per 9.160 miliardi (-11,4% le esportazioni verso gli Stati Uniti).
Cresciute, dello 0,2%, le importazioni per 9.010 miliardi di yen che sono state trainate dagli acquisti di farmaci dall’Irlanda e di telefonini dalla Cina.
Il surplus commerciale verso gli Stati Uniti si è contratto del 22,9% per complessivi 669,3 miliardi mentre il deficit verso la Cina è cresciuto del 53,7% (516,7 miliardi).
Sull’inflazione, secondo un sondaggio, pubblicato l’undici luglio, condotto da Teikoku Databank, per il 54,9% delle 1.299 aziende sentite, il mezzo più efficace per contrastare l’aumento dei prezzi è l’abbassamento della tassa sui consumi.
In giugno, il tasso d’inflazione è stato del 3,3% superiore rispetto allo stesso mese del 2024. Escludendo energia e cibi freschi, l’inflazione è stata del 3,4%. A trainare la crescita dei prezzi sono stati, in prevalenza, gli alimenti che hanno visto un +8,2% (il solo riso ha visto un aumento del 100,2%). Il tasso, in virtù di un leggero abbassamento dei costi per l’energia, è stato più contenuto rispetto a maggio ove si era registrato il 3,7%.
In agricoltura, il ministro Shinjiro Koizumi ha annunciato che, secondo le previsioni, la produzione di riso di quest’anno dovrebbe essere pari a 7,35 milioni di tonnellate con un significativo incremento, 560.000 tonnellate, rispetto all’anno precedente. In crescita, di circa 104.000 ettari, anche la superficie destinata alle risaie.
Nel turismo, il Sol Levante ha ricevuto, nei primi sei mesi del 2025, 21.500.000 turisti stranieri. Il dato supera il record dell’anno precedente quando i turisti stranieri erano stati 17.780.000.
Nell’auto, Nissan ha annunciato, martedì scorso, di prevedere, per il 2027, la chiusura dell’impianto di Oppama (Kanagawa) e quello, gestito da Nissan Shatai, ad Hiratsuka (anche questo nella Prefettura di Kanagawa).
L’azienda ha deciso di ridurre la propria produzione globale, esclusa la Cina, da 3,5 a 2,5 milioni di vetture l’anno lasciando a casa 20.000 lavoratori.
Nell’elettronica, TMSC, il maggior produttore al mondo di chip, ha annunciato, mediante il proprio amministratore Che-Chia Wei, che, entro fine dell’anno sarà avviata la costruzione del proprio secondo impianto nell’Arcipelago.
Nell’edilizia, il prezzo medio delle nuove unità abitative nell’area propriamente parte della città di Tokyo è stato, nei primi sei mesi del 2025, pari a 130.640.000 yen. L’aumento è pari al 20,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Fuori dai 23 municipi che compongono Tokyo, i prezzi medi sono stati pari a 68,35 milioni (+19,8% rispetto al 2024).
Nelle limitrofe Prefetture, i prezzi a Kanagawa sono cresciuti del 12,4% (69,57 milioni di yen in media); a Chiba sono calati dell’1,6% (57,38 milioni) mentre a Saitama si è registrato un +26,9% (65,51 milioni).
Chiudendo con la distribuzione, la canadese Alimentation Couche-Tard ha comunicato, giovedì scorso, di aver ritirato la propria proposta di acquisto della nipponica Seven & i Holdings. La società canadese aveva offerto 47 miliardi di dollari.
(con informazioni di fmprc.gov.cn; mod.go.jp; tass.com; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

