Iniziamo questa Pillola con i risultati delle elezioni, svoltesi il 20 luglio, per il rinnovo della metà della Camera dei Consiglieri.
Il dato politico principale è rappresentato dalla perdita della maggioranza da parte della coalizione PLD-Nuovo Komeito anche nel secondo ramo del parlamento.
Il Partito Liberal-Democratico ha ottenuto, con il 21,65%, 12.809.064 voti nel collegio nazionale (ove si eleggevano 50 senatori) e 14.533.652 (il 24,59%) nei collegi locali (che ne eleggono 75) ed ha portato a casa 39 eletti (rispettivamente 12 e 27) i quali, sommati ai 62 non oggetto di rinnovo, porta il totale dei senatori del partito di Ishiba a 101 (-13 rispetto alla Camera uscente).
Gli alleati del Nuovo Komeito, con 5.210.569 voti nel collegio unico (8,81%) e 3.175.790 localmente (5,37%), hanno eletto 8 senatori (4 nazionalmente e 4 nei collegi), i quali sommati ai 13 non oggetto di rinnovo, portano il totale dei senatori a 21 (-6 rispetto alla Camera uscente). La coalizione di governo ha quindi nella nuova Camera alta 122 eletti sui 248 che compongono l’assemblea.
Percentualmente, la coalizione di governo è passata, nella quota proporzionale, dal 46% del 2022 al 30% di domenica scorsa mentre, in termini assoluti, il solo PLD ha perso 5.450.000 voti rispetto al 2022 ed 1.780.000 voti rispetto alle elezioni per il rinnovo della Camera bassa del 2024.
Oltre 970.000 i voti persi dal Nuovo Komeito rispetto alle elezioni del 2022 e prima volta che la formazione scende sotto il 10% nella quota proporzionale della Camera dei Consiglieri.
Dietro il PLD, un vero e proprio balzo in avanti – resosi possibile soprattutto per la decisione di cooperare, mediante una sorta di desistenza attiva, con il PCD in numerosi collegi – è stato fatto dal Partito Democratico per il Popolo di Yuichiro Tamaki che ha ottenuto 7.620.480 voti nel collegio nazionale (12,88%) ed il 12,15% (7.180.651 voti) nei collegi locali eleggendo 17 senatori (rispettivamente 7 e 10) e portando il totale dei propri eletti a 22 (+13 rispetto alla Camera uscente). Il partito di Tamaki ha più che raddoppiato i voti rispetto al 2022 quando, nella quota proporzionale, aveva ottenuto 3.160.000 voti.
Altro balzo in avanti è stato compiuto dall’opposizione di destra di Sanseito. La formazione guidata da Sohei Kamiya, caratterizzatasi per xenofobia e misogina, ha ottenuto 7.425.052 voti (il 12,55%) nel collegio nazionale e ben 9.264.284 voti (il 15,67%) nei collegi locali eleggendo 14 senatori (equamente ripartiti tra collegio nazionale e collegi locali) i quali, sommati all’unico non oggetto di rinnovo portano il totale degli eletti a 15. Sanseito aveva ottenuto 1.760.000 voti nel 2022.
Tra le opposizioni progressiste, il Partito Costituzionale Democratico ha ottenuto 7.397.467 voti (il 12,5% e più 600.000 rispetto al 2022 ma -4 milioni rispetto al 2024) nel collegio nazionale e 9.056.019 voti (il 15,32%) localmente eleggendo 22 senatori (7 e 15) i quali, sommati ai 16 non oggetto di elezione, portano il totale a 38 (lo stesso numero dalla Camera uscente).
Al sesto posto (il quinto è occupato da Nuovo Komeito di cui si è scritto), la destra, all’opposizione, del Partito dell’Innovazione che ha ottenuto 4.374.926 voti (il 7,39%) nazionalmente e 3.451.834 voti (il 5,84%) localmente eleggendo 7 senatori (4 nazionalmente e 3 nei collegi dei quali due nella roccaforte di Osaka) e portando il totale dei propri eletti a 19 (+1 rispetto alla Camera uscente).
Il partito di Hirofumi Yoshimura ha perso oltre 3.400.000 voti rispetto al 2022.
Dietro il PdI, si è piazzato Reiwa Shinsengumi. Il partito populista di sinistra ha ottenuto 3.880.791 voti (il 6,56%) nazionalmente ed 1.881.806 voti (il 3,18%) nei collegi locali ottenendo 3 senatori (tutti nel collegio unico nazionale) che sommati ai tre non oggetto di rinnovo portano il totale a 6 (+1 rispetto alla Camera uscente). Il partito di Taro Yamamoto aveva ottenuto 2.310.000 voti nel 2022.
Due gli eletti (entrambi nel collegio nazionale) per il Partito Conservatore, non presente alle precedenti consultazioni, con 2.982.093 voti (il 5,04%) nazionalmente e 652.266 voti (l’1,10%) localmente.
Quattro i seggi persi invece nella nuova Camera dal Partito Comunista. La formazione guidata da Tomoko Tamura ha ottenuto 2.864.738 voti (il 4,84%) nazionalmente e 2.831.672 voti nei collegi eleggendo 3 senatori (2 nel collegio unico ed uno a Tokyo) e portando il totale degli eletti a 7. Rispetto alle precedenti elezioni, i comunisti hanno perso 750.000 voti.
Dietro i comunisti il “Team Mirai”, formazione politica fondata dall’ingegnera informatica Takahiro Anno, già candidata alle elezioni che portano, nel 2024, alla rielezione di Yuriko Koike a Tokyo (in quell’occasione si piazzò al quinto posto tra gli aspiranti Governatori) che ha ottenuto 1.517.890 voti (il 2,57%) e 956.674 voti (l’1,62%) localmente ed ha portato a casa un senatore espresso dal collegio nazionale.
Con 1.217.822 voti (il 2,06%) nazionalmente e 278.909 voti (lo 0,47%) nei collegi, il Partito Socialdemocratico ha confermato gli eletti (2) presenti nella Camera uscente con un eletto nel collegio nazionale ed uno non oggetto di rinnovo.
Dietro i socialdemocratici, il Partito per Proteggere il Popolo dall’NHK, partito la cui guida è oggi contesa tra il fondatore, Takashi Tachibana, ed Ayaka Otsu (i due si sono espulsi a vicenda) che con l’1,15% nel collegio nazionale (678.758 voti) e l’1,21% (714.271 voti) non ha eletto alcun senatore e conserva l’unico eletto nella parte di Camera non oggetto di rinnovo.
Zero gli eletti anche per Genzei Nippon, formazione di destra guidata dal sindaco di Nagoya, unica realtà ove la lista è radicata, Takashi Kawamura, che ha ottenuto 254.938 voti (lo 0,43%) unicamente nella quota dei collegi locali non essendosi presentato nel collegio nazionale.
3.923.802 i voti ottenuti dai candidati indipendenti (otto gli eletti, il che porta il totale dei senatori non iscritti ai gruppi a 13) ed 1.194.924 e 946.937 i voti ottenuti da formazioni politiche minori, rispettivamente, nel collegio nazionale ed in quelli locali. In crescita del 6,46% l’affluenza che è stata del 58,51%.
Incassato il risultato e con un governo che è minoranza in entrambe le Camere, Yuichiro Tamaki – uno tra i principali vincitori di queste elezioni – si è affrettato a smentire un ingresso in maggioranza del PDP nonostante in passato i centristi abbiano cooperato con Ishiba votando anche a favore delle legge di bilancio.
Prima di conoscere i risultati, il numero uno dei costituzional-democratici, Yoshihiko Noda, aveva chiuso le porte alla possibilità di una grande coalizione tra il proprio partito ed il PLD e, dopo il voto, chiesto le dimissioni di Shigeru Ishiba il quale, per parte sua, ha dichiarato di voler rimanere al proprio posto.
“Nel complesso, si prevede che le elezioni vedranno la coalizione di governo del Partito Liberal-Democratico e del Nuovo Komeito perdere la maggioranza. Dopo le elezioni generali dello scorso anno, ci siamo battuti con l’obiettivo di costringere il PLD ed il Nuovo Komeito in minoranza, per porre fine alla politica del PLD e per aprire nuove prospettive politiche. Poco prima delle elezioni, d’accordo con il leader del Partito Costituzionale Democratico Yoshihiko Noda, siamo riusciti a unificare i candidati in 17 dei 32 collegi uninominali. Siamo riusciti a creare una situazione che ci consente di sconfiggere il PLD in molti collegi. […] L’aspetto più simbolico di questo verdetto pubblico è la dura condanna emessa contro il PLD per aver difeso l’imposta sui consumi in un momento nel quale i prezzi elevati rendono la vita difficile. Il Partito Comunista Giapponese ha costantemente chiesto una riduzione dell’imposta sui consumi, insieme ad una discussione responsabile sulle risorse finanziarie. Questo dibattito politico ha avuto molto successo e, attraverso i dibattiti alla Dieta e durante la campagna elettorale, abbiamo completamente confutato le ragioni per cui una riduzione dell’imposta sui consumi non sia possibile. […] Con il PLD e il Nuovo Komeito ridotti in minoranza alle elezioni generali (quelle dello scorso anno che hanno riguardato la Camera dei Rappresentanti ndr), il PLD ha adottato la strategia di incorporare i partiti di opposizione per prolungare la vita (della maggioranza ndr). Questa tendenza è destinata ad intensificarsi d’ora in poi. La posizione di ciascun partito sarà messa in discussione. Abbiamo affrontato il PLD a viso aperto e presentato proposte alternative. Abbiamo sinceramente mantenuto la nostra posizione di cambiamento politico attraverso la cooperazione tra cittadini e partiti di opposizione. Continueremo a mantenere questa posizione anche dopo le elezioni e siamo determinati a lavorare con tutte le nostre forze per aprire la strada a una nuova politica che sostituisca quella del PLD” ha commentato, quasi al termine dello spoglio, Tomoko Tamura a nome del PCG.
All’interno dei liberal-democratici sono emerse diverse richieste ad Ishiba a che faccia un passa indietro. “Il primo ministro deve prendere la responsabilità della sconfitta” ha dichiarato, ad esempio, il senatore Hiroshi Yamada.
Il più volte ministro Taro Kono ha invece chiesto le dimissioni del Segretario Generale, Hiroshi Moriyama. Prossime potrebbero essere anche le dimissioni di Seiji Kihara dalla direzione dell’ufficio elettorale del partito.
Mercoledì, Ishiba ha incontrato, presso la sede nazionale del partito, Taro Aso, Yoshihide Suga e Fumio Kishida ma ha sostenuto di non aver discusso con i tre ex premier del proprio futuro politico.
Venerdì, alcune centinaia di sostenitori del premier hanno manifestato a Tokyo chiedendo ad Ishiba di rimanere al proprio posto.
Come accaduto in precedenti elezioni, tanto della Camera dei Rappresentanti quanto di quella dei Consiglieri, un gruppo di avvocati ha depositato, martedì scorso, una causa per richiedere l’annullamento delle elezioni a causa della disparità voti-seggi.
Nonostante la fusione di quattro collegi in due, il record registrato nella disparità voti-seggi è stato di 3,13 volte contro il 3,03 che si era registrato nel 2022.
La Corte Suprema, pur avendo diverse volte sentenziato che delle consultazioni si svolsero in uno “stato di incostituzionalità” non ha mai annullato un risultato elettorale.
Mercoledì, intanto, il copresidente di Nihon Hidankyo, la Confederazione delle associazioni delle vittime delle bombe atomiche, Terumi Tanaka, ha criticato Sanseito per aver proposto che il Giappone si doti di armi nucleari.
“E’ una vergogna che politici giapponesi discutano di armi nucleari con la premessa di utilizzarle” ha commentato il professor Tanaka.
Il 22 luglio, si sono svolte anche le elezioni per il rinnovo dell’assemblea della Prefettura Metropolitana di Tokyo. Primo partito, con il il 19,74% (-2,54% rispetto alle scorse elezioni ed 1.043.563 voti assoluti), Tomin “First” no Kai, il partito fondato da Yuriko Koike (la quale, nel frattempo, ne abbandonato la direzione), che portato in casa 31 consiglieri.
Dietro, con 887.317 voti (16,79% e -8,9% rispetto alla consultazione precedente) i liberal-democratici, formazione localmente all’opposizione, che ha perso 12 consiglieri.
Al terzo posto, con il 10,03% (530.217 voti e -3,55% e -4 eletti rispetto al 2021), il Nuovo Komeito, partito alleato della Governatrice in carica.
Al quarto posto, il Partito Costituzionale Democratico, che ha ottenuto 476.579 voti pari al 9,02% (-3,32% rispetto al 2021) e 17 eletti (+2 rispetto all’assemblea uscente).
Quattordici (-5) i consiglieri eletti dal Partito Comunista che ha ottenuto 489.084 voti pari al 9,25% (-4,32%).
Dietro i comunisti il Partito Democratico per il Popolo, che è passato dallo 0,67% della precedente consultazione (dato che non fruttò alcun eletto) al 6,95% (pari a 367.334 voti) del 22 luglio ed ha ottenuto nove eletti.
Tre gli eletti per Sanseito, presente per la prima volta a queste elezioni, che ha ottenuto 117.389 voti (il 2,22%).
Un solo eletto per la Rete Edochiana Seikatsusha (formazione espressione di una cooperativa di consumo) che, con 64.667 voti e l’1,22%, conferma il risultato del 2021. Dodici (+8) i candidati indipendenti, i quali hanno trascinato oltre 700.000 voti.
In crescita, del 5,2%, l’affluenza che si attestata al 47,59%.
Circa la Chiesa dell’Unificazione, otto ex membri, figli, a loro volta di adepti, hanno depositato, il 24 luglio, presso la Corte Distrettuale di Tokyo una causa contro la Federazione delle Famiglie per la Pace Mondiale e l’Unificazione (questo il nome ufficiale del culto) richiedendo un risarcimento complessivo pari a 320 milioni di yen.
Nella sanità. Giovedì scorso, un tavolo consultivo dell’esecutivo ha espresso parere favorevole alla creazione di embrioni generati da sperma ed ovuli derivati da cellule staminali nei casi nei quali le coppie che vi ricorrono siano portatrici di malattie ereditarie.
Frattanto, il dicastero della Salute ha comunicato, venerdì scorso, che – nel 2024 – le donne giapponesi hanno avuto l’aspettativa di vita più alta al mondo con 87,13 anni (+0,01 rispetto al 2023). Invariata, ad 81,09 anni, l’aspettativa di media degli uomini.
Per le donne, dietro il Giappone, la Corea del Sud e la Spagna con, rispettivamente, 86,4 ed 86,34 anni. Tra gli uomini, invece, al primo posto si è piazzata la Svezia, con 82,29 anni, seguita dalla Svizzera (82,2) e dalla Norvegia (81,59).
A Tokyo, lo scorso 19 luglio è giunta una prima quantità di suoli provenienti dall’ex centrale di Fukushima Daiichi. I terreni – oggi stoccati ad Okuma – saranno impiegati nei pressi dell’ufficio del primo ministro onde provarne la sicurezza. Attualmente sono 14 milioni le tonnellate di suoli decontaminati provenienti dal sito della centrale.
Sempre in questo settore, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, Kansai Electric Power potrebbe essere la prima azienda elettrica ad avviare la costruzione di un nuovo reattore. Nello specifico, l’azienda vorrebbe rimpiazzare il primo reattore della centrale di Mihama (Fukui).
In politica estera, il neoministro alla materia della Repubblica di Corea, Cho Hyun, ha dichiarato, lunedì scorso, che non è fruttuoso esercitare pressioni sul Giappone in materia di controversie storiche ma che occorre “pazienza e persistenza”. Parlando ai giornalisti, Cho ha affermato che le questioni storiche non saranno, per la Corea del Sud, poste come ostacolo per relazioni nippo-coreane “improntate al futuro”. Giovedì scorso, i due ministri hanno tenuto un colloquio telefonico.
Mercoledì, si è invece tenuto un incontro tra Shigeru Ishiba ed il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e la Presidentessa della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. I tre leader hanno concordato (Stati Uniti permettendo!) la cooperazione economica nippo-europea nonché quella in ambito militare e della condivisione di informazioni.
Nei rapporti con la Cina, col fine evidente di provocare qual Paese, il parlamentare liberal-democratico, Keiji Furuya, ha pubblicato su internet una fotografia che lo mostra, nel corso di una recente visita di questi nell’Arcipelago, insieme al “ministro” degli Esteri di Taiwan, Lin Chia-lung.
Nella foto, oltre a Furuya, erano presenti Sanae Takaichi, già ministra alla Sicurezza Economica, e Minoru Kihara, già titolare del dicastero della Difesa.
Le autorità taiwanesi hanno rifiutato di commentare la fotografia definendo la visita del “ministro” come privata.
In ambito militare, un velivolo Osprey delle forze armate statunitensi ha effettuato, lo scorso 24 luglio, un atterraggio d’emergenza presso l’aeroporto di Hanamaki (Iwate). Lo scalo è utilizzato per voli civili. L’incidente è l’ennesimo ad aver coinvolto il velivolo.
In economia, il ministro incaricato dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti, Ryosei Akazawa, è partito nuovamente, lunedì scorso, per Washington ove si terrà l’ottava sessione di negoziati sui dazi.
Mercoledì, Donald Trump, ha annuncito il raggiungimento di un accordo con il quale si impongono dazi al Sol Levante pari al 15%. I nipponici, si sono inoltre impegnati ad investire 550 miliardi di dollari negli Stati Uniti e ad importare, in assenza di dazi, 770.000 tonnellate di riso annue dagli USA. Rimangono in piedi i dazi al 50% sull’alluminio e l’acciaio.
“Dobbiamo valutare attentamente se l’accordo proteggerà ciò che deve essere protetto e se sarà sufficientemente soddisfacente dal punto di vista dell’interesse nazionale. Per quanto riguarda la reazione del mercato e dei gruppi industriali, sembra esserci un senso di sollievo per la fine dell’incertezza e dell’opacità, ma dobbiamo esaminarla attentamente. La tariffa per le automobili è del 15%, ma attualmente è del 2,5%, quindi un aumento di sei volte sarà un duro colpo. Anche i settori che in precedenza avevano tariffe pari a zero saranno soggetti al 15%. Credo che questo avrà un impatto sui 21.000 miliardi di yen di esportazioni verso gli Stati Uniti, quindi dobbiamo analizzarlo attentamente. Ci sarà un impatto negativo sul PIL. Il quadro completo è ancora sconosciuto” ha commentato, nella stessa giornata, Yoshihiko Noda a nome del PCD.
L’accordo “non si può certo definire un ‘win-win’. I dazi sono stati semplicemente ridotti dal 25% al 15%, ma è un accordo che ci ha costretti a imporre unilateralmente dazi elevati che ignorano sia gli accordi commerciali sia le norme internazionali” ha commentato Tomoko Tamura per il PCG la quale ha sottolineato, inoltre, che gli investimenti promessi negli Stati Uniti in settori importanti come i semiconduttori ed i prodotti farmaceutici, “rappresentano il rischio che il Giappone diventi ancora più dipendente dagli Stati Uniti”.
Tamura ha poi sottolineato come l’aumento delle importazioni di riso dagli USA rappresenti un ulteriore ostacolo all’espansione della base produttiva nazionale.
Venerdì, Ishiba ha incontrato i rappresentanti di maggioranza ed opposizione presso la Dieta per fare il punto sulla questione. “Le mie preoccupazioni sono accresciute” ha affermato, al termine dell’incontro, Yuichiro Tamaki del PDP per il quale “non sappiamo se l’impatto negativo sull’economia e sulle aziende possa essere minimizzato con l’accordo”.
Nelle telecomunicazioni, SoftBank ha annunciato che inizierà – dal 2026 – a testare un sistema di piattaforme aeree volte ad offrire copertura dei segnali radio ad un’altitudine di 20 chilometri. Il sistema dovrebbe basarsi su dirigibili di circa 65 metri di lunghezza.
(con informazioni di cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp; asahi.com)

