Si è aperta, lo scorso 3 agosto ad Hiroshima, la consueta conferenza mondiale contro le armi atomiche. Presenti personalità e rappresentanti di alcuni governi.
Nel proprio discorso introduttivo, Kunikazu Noguchi, copresidente del Comitato Esecutivo della Conferenza, ha chiesto il ripristino di un ordine pacifico basato sulla Carta delle Nazioni Unite.
Presente alla conferenza anche Jeremy Corbyn, deputato, già leader del Partito Laburista e fondatore del nuovo “Partito Tuo” nonché l’ambasciatore austriaco, Alexander Kment, e quella messicana, Melba Pria.
La conferenza – alla quale hanno partecipato circa 2.800 persone – si è chiusa con l’adozione di una risoluzione che invita all’abolizione delle armi atomiche superando la teoria della deterrenza nucleare.
Il Giappone dovrebbe “abbandonare l’ombrello nucleare degli Stati Uniti, aderire al trattato di messa al bando e svolgere, essendo l’unico Paese ad essere stato bombardato in guerra, un ruolo nella promozione dell’abolizione delle armi nucleari” ha dichiarato la Presidentessa del Partito Comunista, Tomoko Tamura.
Il 7 agosto, la conferenza si è spostata all’altra città martire del bombardamento statunitense, Nagasaki
Il sei agosto, con la partecipazione di 55.000 persone e dei rappresentanti di 120 nazioni, si è ricordato il bombardamento atomico da parte degli Stati Uniti della città di Hiroshima.Tra le nazioni che hanno partecipato alla conferenza, anche Russia e Bielorussia, non invitate, negli scorsi anni, per l’ingresso della Russia nella guerra civile ucraina (sul non invito della Bielorussia non è invece chiara la ragione), nonché il regime di Tel Aviv e, per la prima volta, Palestina e Taiwan.
“Non ci sarà più nessuno a cui raccontare questa triste e dolorosa esperienza tra 10 o 20 anni – ha detto Minoru Suzuto, hibakusha novantaquattrenne –. Ecco perché voglio condividere la mia storia il più possibile”.
“Ottant’anni fa, Hiroshima era disseminata di corpi così danneggiati che era persino impossibile identificarne il sesso. Una hibakusha ignorò le numerose schegge di vetro che le trafiggevano il corpo per cremare il padre con le sue stesse mani. Altrove, una giovane donna implorò: “Non mi importa di morire. Per favore! Datemi dell’acqua!”. Decenni dopo, una donna che aveva ascoltato quella supplica si pentiva ancora di non aver dato dell’acqua alla giovane. Si diceva che lottare per l’eliminazione delle armi nucleari era il meglio che potesse fare per coloro che erano morti. Un altro hibakusha trascorse la vita da solo perché i genitori della donna che amava si rifiutavano di lasciarla sposare a chiunque fosse stato esposto alla bomba. Un leader hibakusha ricordava spesso al pubblico più giovane: “Costruire un mondo pacifico senza armi nucleari richiederà il nostro spirito di non arrendersi mai. Dobbiamo parlare e continuare a parlare con le persone che hanno opinioni opposte”. Oggi, trasmettere le ardenti richieste di pace che nascono dalle esperienze degli hibakusha è più cruciale che mai. […]
Nonostante l’attuale turbolenza a livello di Stato nazionale, noi, il popolo, non dobbiamo mai arrenderci. Dobbiamo invece impegnarci ancora di più per costruire un consenso nella società civile sulla necessità di abolire le armi nucleari per un mondo autenticamente pacifico. I nostri giovani, guida delle generazioni future, devono riconoscere che politiche sbagliate in materia di spesa militare, sicurezza nazionale ed armi nucleari potrebbero avere conseguenze disumane. […] Chiaramente, anche le nazioni devono guardare oltre il mero interesse personale per considerare le circostanze altrui.
[…] La città di Hiroshima offre continuamente opportunità di sperimentare la cultura di pace costruita dagli hibakusha di Hiroshima e da altri predecessori nel loro spirito di reciproco sostegno. Quanto più la nostra cultura di pace trascende i confini nazionali, tanto più spingerà i decisori politici che ora fanno affidamento sulla deterrenza nucleare a rivedere le loro politiche.
Responsabili politici di tutto il mondo, non vi rendete conto che le politiche di sicurezza derivanti da ristretti interessi personali stanno fomentando conflitti internazionali? Le nazioni che stanno rafforzando le loro forze militari, alcune delle quali includono arsenali nucleari, devono impegnarsi costruttivamente in colloqui volti ad abbandonare la dipendenza dalle armi nucleari. Vi prego, visitate Hiroshima. Vedete con i vostri occhi cosa provoca un bombardamento atomico. Prendete a cuore lo spirito pacifico di Hiroshima, quindi iniziate immediatamente a discutere di un quadro di sicurezza basato sulla fiducia attraverso il dialogo.
Il Giappone è l’unica nazione ad aver subito un bombardamento atomico in guerra. Il governo giapponese rappresenta un popolo che aspira a una pace autentica e duratura. Hiroshima chiede al nostro governo di guidare l’unificazione della nostra divisa comunità internazionale. In qualità di presidente dei sindaci per la pace, la più grande, ed in continua espansione, rete mondiale di città per la pace, la città di Hiroshima collaborerà con le oltre 8.500 città partecipanti in tutto il mondo per infondere una cultura di pace, che si opponga fermamente alla forza militare. Invitiamo i decisori politici a rivedere le loro politiche. Invitiamo il Giappone, ad esempio, a firmare e ratificare il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN). Ciò manifesterebbe lo spirito di Hiroshima ed inizierebbe a rispondere alle suppliche dei nostri hibakusha, rappresentati da Nihon Hidankyo, premio Nobel per la Pace dello scorso anno.
Il Trattato di Non Proliferazione Nucleare è sull’orlo della disfunzionalità. […] Chiediamo che il Giappone partecipi almeno come osservatore alla prima Conferenza di Revisione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari del prossimo anno. Inoltre, alla luce delle crescenti sfide globali legate alla gestione dei danni da radiazioni causati dai test nucleari, chiediamo al nostro governo di rafforzare le misure di sostegno per tutti gli hibakusha, compresi quelli che vivono all’estero, i quali, con un’età media che supera ormai gli 86 anni, devono ancora affrontare innumerevoli difficoltà causate dai danni fisici e mentali causati dalle radiazioni.
In questa Cerimonia di Commemorazione della Pace che celebra gli 80 anni dal bombardamento atomico, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle anime delle vittime dei bombardamenti atomici. Rinnoviamo la nostra determinazione a collaborare con Nagasaki e con persone affini in tutto il mondo per raggiungere l’obiettivo a lungo perseguito dall’umanità: l’abolizione delle armi nucleari per una pace mondiale duratura” è scritto nella Dichiarazione letta dal sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui.
Un messaggio, come di consueto, è stato inviato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e letto da Izumi Nakamitsu, Alta Rappresentante per il Disarmo dell’ONU.
“Ottant’anni fa, il mondo cambiò per sempre. In un solo istante, Hiroshima fu avvolta dalle fiamme. Decine di migliaia di persone persero la vita. Una città fu ridotta in macerie e l’umanità varcò una soglia da cui non ci sarebbe stato ritorno. In questo ottantesimo anniversario, ricordiamo coloro che perirono. Siamo al fianco delle famiglie che ne custodiscono la memoria ed onoriamo i coraggiosi hibakusha – i sopravvissuti – le cui voci sono diventate una forza morale per la pace. Sebbene il loro numero diminuisca ogni anno, la loro testimonianza ed il loro eterno messaggio di pace non ci abbandoneranno mai.
All’indomani del bombardamento atomico, molti credevano che Hiroshima non si sarebbe mai ripresa e che nulla sarebbe più cresciuto. Ma la gente di questa città ha dimostrato il contrario.
Voi, la gente di Hiroshima, non avete semplicemente ricostruito una città. Avete ricostruito la speranza. Avete coltivato la visione di un mondo senza armi nucleari ed avete condiviso questa visione con il mondo. […]
Quest’anno ricorre anche l’ottantesimo anniversario delle Nazioni Unite e ci viene ricordato perché queste siano state create: prevenire la guerra, difendere la dignità umana e garantire che le tragedie del passato non si ripetano mai più.
Eppure, oggi il rischio di un conflitto nucleare è in aumento. La fiducia si sta erodendo. Le divisioni geopolitiche si stanno ampliando e le stesse armi che hanno causato tanta devastazione ad Hiroshima e Nagasaki vengono ancora una volta trattate come strumenti di coercizione.
Eppure, ci sono segnali di speranza. Lo scorso anno, l’organizzazione giapponese Nihon Hidankyo, la quale rappresenta i sopravvissuti ai bombardamenti di Nagasaki ed Hiroshima, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2024 per il suo instancabile lavoro di sensibilizzazione su questo tema cruciale e nel Patto per il Futuro, adottato lo scorso anno, le nazioni hanno rinnovato il loro impegno per un mondo libero dalle armi nucleari.
Ma gli impegni devono portare a un cambiamento reale, rafforzando il regime di disarmo globale, in particolare il Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari, integrato dallo slancio creato dal Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. […] Ricordare il passato significa proteggere e costruire la pace oggi e in futuro” si legge nel messaggio di Guterres.
Nel giorno della commemorazione di Hiroshima, il premier si è impegnato al mantenimento dei tre principi di astensione dal nucleare che caratterizzano il Sol Levante dal dopoguerra: non possedere, non produrre e non ospitare ordigni nucleari.
Frattanto, otto dei 125 neosenatori eletti a luglio si sono dichiarati favorevoli al possesso da parte del Giappone alle armi atomiche. Si tratta di sei senatori del partito dell’ultradestra Sanseito, uno del PLD ed uno del Partito Conservatore.
“Il Giappone, unico Paese ad aver mai subito bombardamenti atomici durante una guerra, dovrebbe partecipare in qualità di osservatore alla Conferenza degli Stati Parte del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. […] Oggi ricorrono 80 anni dal bombardamento atomico di Hiroshima. Alla luce del fatto che sempre meno persone ricordano i danni causati dalla bomba atomica, ci impegniamo ancora una volta a compiere sforzi ancora maggiori per trasmettere alle generazioni future e ai giovani la vera natura dei danni subiti da Hiroshima a causa della bomba atomica nonché a continuare a diffondere la memoria nel mondo continuando a compiere ogni sforzo per un mondo libero dalle armi nucleari. Al fine di garantire che la storia del non utilizzo di armi nucleari dopo Hiroshima e Nagasaki continui per sempre, il Partito Costituzionale Democratico del Giappone continuerà a sostenere l’ordine internazionale basato sullo stato di diritto che la comunità internazionale ha instaurato dopo la guerra, il regime di non proliferazione nucleare, gli sforzi per il disarmo, compreso quello nucleare e l’importanza della diplomazia attraverso il dialogo. Inoltre, come unico Paese ad aver subito bombardamenti atomici in guerra, ci impegniamo a sostenere fermamente i tre principi non nucleari e ad opporci fermamente alle voci che giustificano il possesso di armi nucleari a livello nazionale” si legge nella dichiarazione di ricorso del bombardamento di Hiroshima del Presidente del PCD, Yoshihiko Noda.
Il 9 agosto si è invece ricordato il bombardamento atomico statunitense su Nagasaki.
“In questo giorno solenne, celebriamo gli 80 anni dalla devastazione di Nagasaki da parte di una bomba atomica. Ricordiamo le decine di migliaia di persone che perirono in un istante e ci stringiamo al dolore di coloro che hanno perso i propri cari. […] E rendiamo omaggio alla popolazione di Nagasaki. In mezzo a una distruzione inimmaginabile, hanno dimostrato una forza e una resilienza incredibili, ricostruendo una città di pace, cultura e connessione globale. Nagasaki è un faro di speranza per il nostro mondo. […] Ottant’anni dopo, rimane la nostra massima priorità in materia di disarmo. Eppure, oggi, l’ombra delle armi nucleari incombe ancora una volta. Sono tornate al centro delle strategie di sicurezza nazionale e vengono brandite come strumenti di coercizione. Nel frattempo, la spesa militare ha raggiunto livelli record, mentre gli investimenti nella pace e nello sviluppo sostenibile vacillano. […] La pace e la sicurezza non possono essere raggiunte attraverso una corsa agli armamenti. Dobbiamo ribadire il nostro impegno a favore degli strumenti collaudati del disarmo: dialogo, diplomazia, rafforzamento della fiducia, trasparenza, controllo e riduzione degli armamenti.
Le nazioni devono passare dalle parole ai fatti, rafforzando il regime di disarmo globale, con al centro il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, integrato dallo slancio creato dal Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Onoriamo la memoria delle vittime di Nagasaki non solo con il ricordo, ma con determinazione. Ricordare il passato catastrofico deve spingerci a proteggere e costruire un presente e un futuro pacifici. Lavoriamo insieme con urgenza per un mondo libero dalle armi nucleari” si legge nel messaggio di Antonio Guterres letto, anche in questo caso, da Izumi Nakamitsu.
“Il 9 agosto 1945 fui esposto alla bomba atomica all’interno di un edificio scolastico della Scuola Media della Prefettura di Nagasaki, a 3,3 chilometri dall’ipocentro. Avevo tredici anni.
“Due grandi aerei nemici, si muovono verso ovest sulla penisola di Shimabara!” urlò uno studente nell’ufficio dell’insegnante, riferendo un messaggio dell’Esercito del Distretto Occidentale. Nel giro di pochi minuti iniziai a sentire il rombo dei motori degli aerei, poi improvvisamente il suono si fece più forte. Un istante dopo, il mio corpo fu immerso in un tremendo lampo di luce. Pensando che il campo da tennis della nostra scuola fosse stato bombardato, mi coprii occhi e orecchie e mi sdraiai a terra, come mi avevano insegnato fin dalle elementari. Al momento del bombardamento, fu come se per un istante tutto il mio corpo fosse immerso in un oceano di luce giallo-arancio. Poi, la tremenda esplosione della bomba atomica mandò in frantumi le finestre di vetro, e io mi coprii la testa e mi tuffai in un angolo della stanza. I miei compagni di classe iniziarono a cadermi addosso, il loro peso mi rendeva impossibile respirare. Tuttavia, essere schiacciato dai miei compagni in questo modo mi salvò dalle ferite, poiché mi proteggevano dalle schegge di vetro affilate come coltelli che trafiggevano i loro corpi, lasciandoli coperti di sangue.
Guardando fuori, scoprii che, sebbene le case circostanti fossero danneggiate o distrutte, non c’era fuoco, né fumo. Vidi invece un’enorme colonna di fuoco innalzarsi sul quartiere di Urakami, e mi chiesi come quella che sembrava una singola bomba avesse potuto danneggiare un’area così vasta.
Dopodiché, mi nascosi nel rifugio antiaereo della scuola per circa due ore. Pensando che a quel punto fosse sicuro andarmene, uscii dal rifugio per tornare a casa. Quello che trovai fu la strada piena di persone che fuggivano nella mia direzione per mettersi in salvo.
Un uomo così coperto di sangue che non riuscivo a capire se fosse ustionato o ferito. Una madre che camminava, portando in braccio un bambino che sanguinava dal viso. Una persona che sembrava avere un braccio amputato penzolante. Queste erano le persone che camminavano in massa da Nakagawa-machi verso Hotarujaya. Il cielo sopra Nagasaki era coperto da una nuvola grigia, quindi, nonostante fosse metà pomeriggio di una giornata estiva, sembrava di assistere a un’eclissi solare.
Il 9 agosto passò e la guerra finì. Sebbene solo dopo la guerra ci venisse detto che ciò a cui avevamo assistito era chiamato “bomba atomica”, la nostra paura del bombardamento atomico continuò. Questa paura era dovuta alle conseguenze della bomba atomica. Il giorno del bombardamento, alcuni, pur essendo vicini all’ipocentro, erano protetti da robuste mura e riportavano solo lievi ferite, oppure lavoravano in fabbriche sotterranee e quindi potevano tornare a casa illesi. Tuttavia, anche questi fortunati avrebbero iniziato uno dopo l’altro a sanguinare dalle gengive, a perdere i capelli e a morire. Senza medicine o metodi per curarli, e nonostante la guerra fosse già finita, la bomba atomica ci ha portato questa paura invisibile.
L’anno scorso, Nihon Hidankyo, di cui faccio parte, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Credo che questo premio dimostri chiaramente che il mondo apprezza il nostro lavoro come contributo alla creazione della pace mondiale. Inoltre, questo premio mi ha illuminato sul profondo significato dell’attenzione che le persone in tutto il mondo prestano a noi e al nostro lavoro.
Non dobbiamo fermare questo slancio per la pace, ma piuttosto accelerarlo e costruire la nostra rete di amici che la pensano come noi in tutto il mondo. Questi sono gli obiettivi per cui ci stiamo battendo. Non dobbiamo mai più usare armi nucleari. Se lo facciamo, tutto finirà. Proteggiamo tutti questa meravigliosa Terra!” si legge, invece, nela dichiarazione letta dall’hibakusha Hiroshi Nishioka.
In politica interna, dopo che, lo scorso primo agosto, sei partiti di opposizione hanno presentato un disegno di legge congiunto per l’abolizione dell’aliquota da 25,10 al litro sui carburanti, il 4 dello stesso mese, undici partiti dell’ex minoranza (tanto progressisti quanto conservatori) si sono incontrati per discutere per discutere principalmente dell’inflazione e dei suoi effetti sulle famiglie.
“Sebbene vi siano differenze nel metodo, nell’obiettivo e nella portata del taglio dell’imposta sui consumi, c’è stato un certo grado di consenso sulla necessità di procedere con i tagli fiscali. Questa volta, eravamo nella fase in cui ogni partito ha condiviso le proprie opinioni, ma abbiamo deciso di continuare a discutere del futuro dell’imposta sui consumi” ha dichiarato Kazuhiko Shigenori, rappresentante del Partito Costituzionale Democratico.
Tra le forza politiche presenti all’incontro, oltre al PCD, vi erano il Partito Democratico per il Popolo, il Partito Socialdemocratico, il Partito Conservatore, Reiwa Shinsengumi, il Partito Comunista, il “Team Mirai” ed il Partito dell’Innovazione.
Proprio quest’ultimo partito ha visto, martedì scorso, le dimissioni del suo copresidente, Seiji Maehara, il quale ha deciso di fare un passo indietro in seguito al cattivo risultato ottenuto dal PdI nelle elezioni per il rinnovo della Camera dei Consiglieri dello scorso luglio.
Venerdì, Fumitake Fujita, Segretario del partito tra il 2021 ed il 2024, è stato scelto come sostituto di Maehara.
Nell’ex maggioranza, venerdì scorso, Shigeru Ishiba ha ribadito ai parlamentari del proprio partito l’intenzione a rimanere in carica quale Presidente della formazione politica e del governo. Il Segretario del PLD, Hiroshi Moriyama, ha dichiarato, invece, di non aver ancora deciso se rimanere o meno al proprio posto.
Sul taglio all’imposta sui consumi e delle accise sulla benzina nonché sui negoziati con gli Stati Uniti sulla questione dei dazi, è intervenuto, il 4 agosto, il numero uno del PCD, Yoshihiko Noda, il quale, interrogando il premier ha chiesto un impegno sul primo novembre come data di attuazione della norma sui carburanti (la quale, nella settimana precedente, aveva trovato d’accordo anche l’ex maggioranza) e chiesto, sulla questione dei dazi, “azioni volte a ricostruire il libero scambio”.
Anche Takaaki Tamura, a nome del Partito Comunista, ha chiesto il taglio, al 5%, dell’imposta sui consumi sottolineando come, progressivamente, sia aumentata la quota di spesa sociale finanziata da questa imposta mentre, contemporaneamente, sono state drasticamente diminuite le imposte sui profitti delle imprese.
Nella pubblica amministrazione, l’Autorità Nazionale per il Personale ha emesso, lo scorso 7 agosto, un parere sui salari del dipendenti pubblici raccomandando, per l’anno fiscale in corso, un aumento del 3,62% del salario mensile e di 0,05 mesi per i bonus (portandoli ad una somma pari 4,65 mesi). Si tratta della prima volta negli ultimi 34 anni che l’ente raccomanda aumenti superiori al 3% anche se la cifra è comunque insufficiente a contrastare gli effetti dell’inflazione.
Nella demografia, secondo dati pubblicato dall’esecutivo lo scorso mercoledì, nel 2024, la popolazione nipponica è calata di 908.000 unità per complessive 120.653.227 persone. Il calo è il sedicesimo di fila ed il più grande da quando, dal 1968, vengono pubblicati questi dati. I cittadini stranieri sono stati 3.677.463: il 10,65% in più rispetto all’anno precedente.
Comprendendo gli stranieri, al primo gennaio del 2025, la popolazione dell’Arcipelago è stata di 124.330.690 persone: 554.000 in meno rispetto al primo gennaio del 2024.
Ad Osaka, sono oltre 48.000 le firme in calce ad una petizione presentata da una serie di ditte che – in subappalto – hanno lavorato nella costruzione del sito che ospita l’Esposizione che si sta tenendo nella città e che lamenta il mancato pagamento dei lavori. La Prefettura sembra lavarsi le mani rimandando alle parti interessate la risoluzione delle controversie.
In politica estera, una nave da ricerca cinese è stata avvistata dalla Guardia Costiera nipponica, mercoledì scorso, a largo dell’isola di Kumejima (Okinawa).
In ambito militare, l’Australia ha comunicato, martedì scorso, di aver scelto, nella procedura competitiva volta al rinnovo della propria flotta di fregate, le nipponiche classe Mogami sviluppate dalla Mitsubishi Heavy Industries. Complessivamente, l’Australia acquisterà 11 fregate.
A Nyutabaru (Miyazaki), l’Aeronautica delle Forze di Autodifesa hanno iniziato a dispiegare tre F-35B presso la locale base. I velivoli, provenienti dalle forze armate statunitensi di stanza a Guam, sono i primi dei 42 che le FA prevedono di acquistare.
Contro la decisione ha protestato il Governatore della Prefettura, Shunjii Kono, per il quale il dispiegamento è stato effettuato “senza misure volte ad alleggerire le conseguenze sui residenti”.
Giovedì scorso, intanto, un F-2A dell’aeronautica nipponica si è schiantato in mare a largo della Prefettura di Ibaraki. Il pilota di è salvato eiettandosi.
In economia, il ministro Akazawa è partito, sabato, per gli Stati Uniti nel tentativo di discutere nuovamente la questione dei dazi implorando una riduzione di quelli sulle auto.
Giovedì, il Presidente statunitense ha chiarito che i dazi sulle merci, escluse auto ed acciaio, rimangono al 15%.
Frattanto, l’esecutivo ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita per l’anno fiscale 2025 passando dall’1,2 allo 0,7%.
“Siamo in una situazione nella quale non possiamo dissipare il senso di incertezza sul futuro. In Commissione Bilancio è stato spiegato che ci sarebbero stati vantaggi nel non creare un documento di accordo (con gli Stati Uniti ndr), ma tali discrepanze sono emerse per quanto riguarda le aliquote tariffarie di base, come le tariffe automobilistiche e le tariffe reciproche. Il fatto che il Ministro debba visitare gli Stati Uniti ogni volta è estremamente preoccupante. Credo che sarebbe meglio creare un nuovo documento. Abbiamo bisogno di una spiegazione, ma credo fermamente che la mancata creazione di un documento di accordo a questo punto sia stata un errore di valutazione” ha commentato il capo del PCD, Noda.
Proprio nel settore auto, Honda Motor ha comunicato, mercoledì scorso, che i profitti per l’anno fiscale appena conclusosi dovrebbero essere in calo del 49,8% rispetto all’anno precedente per complessivi 420 miliardi di yen.
Per il prossimo anno, invece, Mazda si attente un calo dei profitti dell’82,5%: in larghissima misura a causa della guerra commerciale scatenata dagli statunitensi.
Anche Toyota Motor ha tagliato le proprie prospettive sugli utili per il corrente anno fiscale del 44,2% (2.660 miliardi di yen).
Tra tutte le imprese quotate alla Borsa di Tokyo, per il periodo aprile-giugno, gli utili sono calati del 10,2% rispetto al medesimo periodo del 2024. Il calo più marcato, -22,7%, si è avuto tra le aziende del manifatturiero e, tra queste, un -42,1% si è avuto nel settore automobilistico.
In agricoltura, secondo quanto comunicato dal dicastero competente, nella prima metà del 2025, le esportazioni di prodotti del comparto sono state pari ad 809,7 miliardi: il 15,5% in più rispetto al medesimo periodo del 2024 quando si ebbe un crollo.
Sempre in quest’ambito, martedì scorso, il premier ha annunciato un cambio a 360 gradi nella politica pubblica sul riso. Dopo aver abbandonato la politica che esplicitamente mirava a ridurre la produzione di riso mediante la concessione di sussidi per quanti coltivavano altre specie, l’esecutivo studierà la possibilità di facilitare l’utilizzo di terreni abbandonati e l’accesso del riso nei canali di vendita.
Sui salari, gli stipendi reali di giugno sono calati dell’1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e sesto calo mensile consecutivo. I salari nominali sono cresciuti del 2,5% per una media pari a 511.210 yen (comprensivi dei bonus corrisposti in estate) ma l’inflazione ha divorato questo aumento nominale.
Tra le grandi imprese, secondo dati pubblicati da Keidanren, i salari, nel corso dell’ultimo anno fiscale, sono cresciuti del 5,39%.
Sui consumi, in giugno, le famiglie hanno speso l’1,3% in più rispetto all’anno precedente. I nuclei di due o più componenti hanno speso, in media, 295.419 yen.
Rimanendo in ambito macroeconomico, nella prima metà del 2025, l’avanzo delle partiti correnti del Sol Levante è cresciuto del 9,1% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente per complessivi 14.600 miliardi di yen.
Nel settore merci, il Giappone ha registrato un deficit del 28,9% minore rispetto al 2024 (1.760 miliardi di yen) con le esportazioni cresciute del 2,3% (51.860 miliardi di yen) e le importazioni dello 0,9% (53.620 miliardi).
Nella distribuzione, il colosso Seven & i Holdings ha annunciato, mercoledì scorso, la prossima apertura di circa 1.000 nuovi supermercati in Giappone e di 1.300 nell’America settentrionale. Nel 2024, la catena di supermercati aveva 21.600 negozi in Giappone e circa 13.000 negli Stati Uniti.
In ambito finanziario, SofBank Group ha riportato, per il periodo aprile-giugno, utili per 421,82 miliardi di yen: prima volta negli ultimi quattro anni con il primo trimestre dell’anno fiscale con segno positivo.
(con informazioni di press.un.org; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

