Il 15 agosto si è ricordato l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Asia. Nella propria dichiarazione, il premier Ishiba ha affermato che “non dovremmo mai più ripetere la devastazione della guerra. Non commetteremo mai un errore nella scelta della strada da percorrere” e che “il rimorso e le lezioni di quella guerra dovrebbero essere ancora una volta impressi profondamente nei nostri cuori”.
“In questa Giornata di Commemorazione dei Caduti in Guerra e di Preghiera per la Pace, mentre partecipo a questa Cerimonia di Commemorazione dei Caduti in Guerra con un profondo e rinnovato senso di dolore, il mio pensiero va alle numerose persone che hanno perso la loro preziosa vita nell’ultima guerra e alle loro famiglie in lutto.
Sono già trascorsi ottant’anni dalla fine della guerra. Il nostro Paese, grazie agli incessanti sforzi compiuti dal popolo giapponese, gode oggi di pace e prosperità. Quando ripenso agli ardui passi compiuti dal popolo, non posso fare a meno di essere sopraffatto da una profonda emozione.
Spero sinceramente che continueremo a tramandare il ricordo delle sofferenze patite durante e dopo la guerra e, in unità di spirito, a ricercare la pace e la felicità del popolo in futuro.
Ripensando al lungo periodo di pace del dopoguerra, riflettendo sul nostro passato e tenendo a mente i sentimenti di profondo rimorso, spero vivamente che le devastazioni della guerra non si ripetano mai più. Insieme a tutto il nostro popolo, rendo ora il mio sentito omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita in guerra, sia sui campi di battaglia che altrove, e prego per la pace nel mondo e per il continuo sviluppo del nostro Paese” si legge nella dichiarazione dell’Imperatore Naruhito.
Il Giappone è un “socio indispensabile” anche se alcune questioni storiche rimangono “irrisolte” ha affermato invece il Presidente sudcoreano Lee il quale ha celebrato, a Seul, il giorno della Liberazione dal dominio coloniale giapponese.
Durante la giornata di commemorazione, il ministro dell’Agricoltura, Shinjiro Koizumi, ha visitato il controverso santuario shintoista di Yasukuni ove sono celebrati i caduti per l’Imperatore e, tra essi, numerosi criminali di guerra.
Diversi i politici liberaldemocratici – tra questi gli ex ministri Sanae Takaichi e Takayuki Kobayashi nonché il Segretario, Hiroshi Moriyama – che hanno compiuto la stessa scelta di Koizumi.
Yasutoshi Nishimura, già ministro dell’Economia, si era invece recato al tempio mercoledì. Folta la delegazione, guidata dal suo Presidente, Sohei Kamiya, del partito di ultradestra Sanseito che ha portato al santuario 18 parlamentari e 70 consiglieri in amministrazioni locali.
Per evitare polemiche, come già avevano fatto i propri predecessori quando si trovavano alla guida del governo, il premier ha invece scelto di non recarsi al tempio e di inviare soltanto un’offerta cerimoniale.
“Oggi ricorre l’ottantesimo anniversario della fine della guerra. In questo giorno, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle oltre tre milioni di vittime, tra cui militari, dipendenti civili e civili innocenti, che hanno perso la vita nel conflitto. Siamo inoltre profondamente dispiaciuti per i danni e le sofferenze causati dall’aggressione e dal dominio coloniale del Giappone su molti Paesi, e porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle vittime in Asia e altrove.
[…] Dobbiamo anche ricordare che molti paesi e popoli hanno accettato la riconciliazione per costruire l’attuale posizione del Giappone nella comunità internazionale. È nostra eterna responsabilità proseguire i nostri sforzi per costruire relazioni amichevoli orientate al futuro e basate sul pacifismo, al fine di garantire una coesistenza pacifica con i Paesi di tutto il mondo, in particolare quelli asiatici. Il mondo oggi si trova ad affrontare cambiamenti e sfide senza precedenti. Molte sfide stanno destabilizzando il mondo, tra cui rapidi cambiamenti negli equilibri globali, guerre in Ucraina ed a Gaza le quali minacciano l’ordine internazionale basato sullo stato di diritto, tentativi di cambiare lo status quo con la forza, disparità e povertà tra ed all’interno delle nazioni e cambiamenti climatici. In questo contesto, dobbiamo lanciare l’allarme contro l’eccessivo protezionismo e le tendenze nazionaliste le quali, in ultima analisi, minacciano la pace. Il Partito Costituzionale Democratico del Giappone crede che la via verso la vera pace e prosperità risieda nell’imparare dalle lezioni della storia, non incoraggiare mai la divisione, promuovere la comprensione reciproca, riconoscere la diversità e risolvere varie questioni attraverso la cooperazione e il dialogo internazionali.
Inoltre, durante l’ultima guerra, le bombe atomiche furono sganciate su Hiroshima il 6 agosto e su Nagasaki il 9 agosto, i primi attacchi di questo tipo nella storia dell’umanità. Il movimento per raccontare la realtà dei bombardamenti atomici e chiedere l’abolizione delle armi nucleari è stato ampiamente elogiato dalla comunità internazionale, e la Confederazione giapponese delle organizzazioni per le vittime della bomba atomica e dell’atomo di idrogeno (Nihon Hidankyo) ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace lo scorso dicembre. Tuttavia, lungi dal ridurre la minaccia delle armi nucleari, il regime di non proliferazione nucleare è in stallo e lo sviluppo di nuove tecnologie nucleari sta accelerando. Ci sono state anche dichiarazioni che tentano di giustificare il bombardamento degli impianti nucleari iraniani paragonandolo ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Tali azioni e dichiarazioni sono del tutto inaccettabili. Inoltre, durante le recenti elezioni della Camera dei Consiglieri, sono stati persino lanciati appelli all’armamento nucleare. Essendo l’unico Paese ad aver subito bombardamenti atomici in guerra, dobbiamo sostenere fermamente i Tre Principi Non Nucleari ed opporci fermamente a tali affermazioni. Inoltre, non dobbiamo lasciare che l’esperienza del bombardamento atomico svanisca e dobbiamo continuare a comunicarla al mondo affinché le armi nucleari non vengano mai più utilizzate contro l’umanità.
Nonostante le difficoltà del dopoguerra, il Giappone ha percorso la strada della pace ed ha costantemente perseguito una diplomazia pacifica. Il Partito Costituzionale Democratico del Giappone è orgoglioso che il Giappone non abbia mai dichiarato guerra negli 80 anni trascorsi dalla fine del conflitto. Non dimenticheremo mai le tragedie e gli errori del passato, impareremo da essi e ci impegneremo onestamente con il mondo. Oggi, 80 anni dopo la fine della guerra, rinnovo la mia più salda determinazione per la pace ed il mio impegno a non dichiarare mai più guerre, ad approfondire la cooperazione e la comprensione sia in patria che all’estero ed a continuare a compiere ogni sforzo per costruire un mondo migliore e più pacifico per le generazioni future, affinché il nostro Paese non ripeta mai più gli orrori della guerra e la guerra scompaia dal mondo” ha affermato il numero uno del PCD, Yoshihiko Noda.
“La mancanza di riflessione sulla guerra di aggressione e sul dominio coloniale, e l’infondata discriminazione contro gli stranieri, sono due facce della stessa medaglia. Anche prima della guerra, la lama della discriminazione rivolta agli stranieri si è rivolta contro il popolo giapponese e coloro che si opponevano alla guerra sono stati oppressi come antipatriottici, aprendo la strada alla guerra di aggressione ed al dominio coloniale. Il Partito Comunista Giapponese imparerà da queste lezioni della storia e rimarrà risolutamente contrario alla discriminazione e alla divisione. Saremo solidali con tutti coloro che desiderano una società che valorizzi la diversità e superi l’ideologia di estrema destra e la xenofobia con la forza della parola” ha affermato, nel corso di un comizio, il Segretario del PCG, Akira Koike.
Sull’istruzione, Sanseito, ha chiesto “rispetto” per il “Rescritto Imperiale sull’Istruzione”, testo del 1890 nel quale si elencavano le virtù che i sudditi dell’Impero dovevano avere e la cui recitazione fu obbligatoria dalla data della sua emanazione fino alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.
Lo scorso 22 luglio, a fronte di una proposta di modifica della Costituzione proposta da Sanseito nella quale si invita al rispetto verso questo ed altri decreti dell’Imperatore Meiji, la ministra dell’Istruzione, Toshiko Abe, aveva dichiarato che è “inaccettabile utilizzare il Rescritto Imperiale in modi che contraddicano la Costituzione e la Legge Fondamentale sull’Istruzione”.
In campo meteorologico, lo scorso 11 agosto, un allarme è stato emanato dall’Agenzia competente circa la Prefettura di Kumamoto a causa delle forti piogge. A quella data si erano già avuti due morti.
Il giorno precedente, uno stop ai treni Shinkansen è stato deciso delle Ferrovie del Giappone Occidentale tra Hiroshima ed Hakata. Danni anche a Kanazawa (Ishikawa), ove 60 edifici hanno subito allagamenti.
In politica estera, il 9 agosto, il premier Ishiba ha incontrato a Tokyo l’attuale “presidentessa” del Perù, Dina Boluarte, ascesa alla presidenza del Paese dopo il colpo di Stato contro Pedro Castillo. I due hanno concordato il rafforzamento della cooperazione bilaterale sul fronte dei minerali critici e della difesa in ottica di un contenimento della proiezione cinese nell’area.
Sempre in questo campo, lo scorso lunedì, il ministro dell’Agricoltura del Sol Levante ha incontrato, a Seul, il ministro degli Esteri della RdC, Cho Hyun, ribadendo la richiesta di eliminazione del divieto alle importazioni di prodotti ittici nipponico scattato in seguito al disastro del 2011. L’incontro è avvenuto dopo un trilaterale tra Koizumi e gli omologhi cinese e sudcoreano.
In ambito militare, su interrogazione del parlamentare comunista Takaaki Tamura, il Ministero della Difesa ha illustrato le linee fondamentali dell’addestramento dei velivoli Osprey V-22 presso la base di Saga. Dal 9 luglio, presso la base sono stati dislocati 16 velivoli e, dal 5 agosto, sono iniziati i voli di addestramento i quali hanno coinvolto e coinvolgeranno gli scali di Takayubaru (Kumomoto), Omura (Nagasaki), Ainoura (Kumamoto), Metabaru (Saga), Kanoya (Kagoshima), Tsuiki (Fukuoka), Ashiya (Fukuoka), Oyanohara (Kumamoto) e Ohnohara (Nagasaki). Previsti anche voli tra le 17,00 e le 22,00 nonché voli a bassa quota.
Martedì scorso, per la prima volta da quattro anni a questa parte, una nave della Marina britannica, la portaerei Principe di Galles, ha effettuato una visita ad un porto nipponico, quello della base statunitense di Yokosuka mentre il cacciatorpediniere, anch’esso britannico, Dauntless e la fregata norvegese Roald Amundsen, hanno fatto scalo presso la vicina base della Marina giapponese.
La nave britannica ha ricevuto, secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa di Tokyo, “protezione” da parte del Sol Levante. Si tratta del terzo Paese, dopo Stati Uniti ed Australia, ha ricevere questo tipo di copertura da parte delle Forze di Autodifesa.
Due cacciatorpediniere della Marina nipponica, invece, la Ise e la Suzunami, hanno visitato, venerdì scorso, il porto di Wellington (Nuova Zelanda).
In economia, stando ad una ricerca condotta dall’agenzia di stampa Kyodo, il numero di grandi aziende che ritengono che l’economia nipponica crescerà sono calate del 30% rispetto a gennaio (quando a credere in una robusta crescita erano il 71% delle imprese).
Tra le 133 aziende sentite, soltanto il 33% ha dichiarato di aspettarsi una crescita moderata mentre il 68% ha sostenuto di essere “preoccupata”. Il 56% ritiene che l’economia rimarrà piatta e l’11% che si avrà un piccola contrazione.
Sulla questione dei dazi, lo scorso 15 agosto, è stato audito dalle Commissioni Bilancio delle due Camere, il ministro Akazawa. I parlamentari dell’opposizione hanno contestato al ministro di non aver ottenuto nulla circa la riduzione dei dazi sulle auto, attualmente al 27,5%, nonostante nei colloqui del 6 e del 7 agosto, la parte statunitense si era detta disposta a bloccare gli aumenti in attesa di un accordo con i nipponici.
Nell’industria pesante, il governo nipponico inizierà un’indagine – la quale dovrebbe durare circa un anno – in relazione ad alcuni prodotti a basa di acciaio importati da Corea del Sud e Cina e che sarebbero sotto il prezzo del mercato. L’indagine inizia su richiesta di Nippon Steel, Nippon Steel Coated Sheet, Kobe Steel e Yodogawa Steel Works.
Chiudendo con l’esplorazione spaziale, il cosmonauta nipponico Takuya Onishi, è tornato, lo scorso 9 agosto, sulla Terra dopo aver trascorso cinque mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale.
(con informazioni di cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp; asahi.com)

