Dopo che sentenze simili erano state emesse da altri tribunali, martedì scorso, accogliendo parzialmente un ricorso proveniente da un gruppo di avvocati, anche l’Alta Corte di Hiroshima ha sentenziato che le elezioni del luglio scorso che hanno portato al rinnovo parziale della Camera dei Consiglieri si sono svolte in uno stato di incostituzionalità a causa della disparità voti-seggi che ha toccato, come apice, quota 3,13. La Corte ha però respinto la richiesta di annullare i risultati nei colleghi di Hiroshima e Yamaguchi.
In totale, undici tribunali hanno dichiarato le consultazioni come svoltesi in uno stato di incostituzionalità mentre cinque le hanno ritenute costituzionali.
Questa ed altre sentenze “sono estremamente gravi. La Dieta dovrebbe tenerne conto ed attuare profonde riforme del sistema elettorale della Camera dei Consiglieri” ha commentato il Segretario del Partito Comunista, Akira Koike.
La coalizione conservatrice ha intanto acquisito, lo scorso venerdì, tre deputati raggiungendo così la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti. I tre sono Hiroki Abe, Takeshi Saiki e Tadashi Morishima i quali erano stati eletti come indipendenti.
Sui diritti civili, l’Alta Corte di Tokyo, venerdì scorso, ha sentenziato che il divieto al matrimonio tra contraenti dello stesso sesso è costituzionale. La sentenza va in contrasto con altre cinque che avevano ritenuto non costituzionale il divieto.
Nell’istruzione, lo scorso mercoledì, hanno scioperato gli docenti a tempo parziale di alcune università private come l’Università Nihon, la Senshu i quali non ricevono aumenti salariali da vent’anni. I docenti chiedono aumenti tra il 10 ed il 15%.
Circa l’apprendimento della lingua giapponese da parte degli stranieri, secondo una ricerca condotta dall’esecutivo, lo scorso anno, il numero di studenti è stato pari a 294.198: ben 31.028 in più rispetto al 2023. Circa le nazionalità maggiormente rappresentate: 78.821 erano cinesi, 45.821 nepalesi e 33.547 vietnamiti.
Poco più di 50.000 gli insegnanti, molti di questi volontari (soltanto il 13,6% avevano contratti a tempo pieno).
Tra gli scandali, il Governatore della Prefettura di Fukui, Tatsuji Sugimoto, ha dichiarato, lo scorso martedì, che rassegnerà le proprie dimissioni dopo che sono venuti a galla messaggi a sfondo sessuale che lo stesso avrebbe inviato a diverse impiegate dell’ente. Sugimoto, pur non rivelando il testo dei messaggi, ha ammesso la loro esistenza.
Sul finanziamento alla politica, il 28 novembre, il Ministero degli Interni e Comunicazioni ha pubblicato il rapporto sul tema per l’anno 2024. Secondo il rapporto, sette membri del governo hanno ottenuto oltre 10 milioni di yen da cene di autofinanziamento: la principale attività che ha portato, in questi anni, all’accumulo di fondi neri.
La ministra delle Finanze ha guidato la classifica con oltre 65,43 milioni di yen raccolti. Il rapporto ha anche mostrato come la sede nazionale del Partito dell’Innovazione abbia speso 918.000 yen in volantini stampati da ReConnect, società diretta del copresidente del partito, Fumitake Fujita.
Nella demografia, secondo dati raccolti dall’agenzia di stampa Kyodo, negli ultimi dieci anni la popolazione straniera permanentemente residente in dieci Prefetture del Giappone è più che raddoppiata. L’aumento percentuale maggiore si è avuto a Kumamoto ove gli stranieri sono più che triplicati. Considerando tutte le 47 Prefetture, gli stranieri sono aumentati di 1,78 volte.
Sull’immigrazione, il gruppo di lavoro interno al PLD che si occupa del tema ha proposto, lo scorso mercoledì, di rivedere al ribasso (da 200.000 a 10.000 yen) l’esposizione debitoria verso il sistema sanitario sopra la quale il Ministero della Salute informa l’Agenzia per i Servizi Migratori rendendo dunque più difficile la concessione di visti per quanti, nel corso della propria permanenza nell’Arcipelago, hanno accumulato debiti di tale natura.
Sul nucleare, lo scorso martedì, in 1.200 hanno manifestato nei pressi della centrale di Kashiwazaki-Kariwa (Niigata) contro la riattivazione della centrale cui, di recente, anche la Prefettura ha dato il proprio via libera.
Una manifestazione di protesta si è tenuta, il 26 novembre, anche a Sapporo, capoluogo della Prefettura di Hokkaido, per protestare contro il probabile via libera da parte della Prefettura alla riattivazione della centrale di Tomari.
Nella sanità, lo scorso mercoledì, il Ministero della Salute ha presentato al Consiglio centrale per l’assicurazione sanitaria, un rapporto, basato sui dati del 2024, che ha mostrato come il 70% degli ospedali non specializzati hanno operato in perdita.
Lo stesso giorno, la commissione Welfare della Camera dei Rappresentanti ha approvato, con il trasversale voto favorevole di PLD, PdI, PCD, Nuovo Komeito e PDP e con quello contrario di comunisti e Reiwa Shinsengumi, degli emendamenti alla legge che regola il settore ospedaliero che vanno in direzione di un taglio dei posti letto.
Sulla tessera “My number”, la quale dovrebbe, dal 2 dicembre, sostituire la tessera dell’assicurazione sanitaria pubblica, lo scorso giovedì, la Federazione nazionale delle associazioni dei medici che operano nel sistema sanitario coperto dall’assicurazione pubblica, ha pubblicato i risultati di un sondaggio condotto su 9.580 strutture sanitarie. Il sondaggio ha mostrato che il 70% delle strutture ha riscontrato problemi nella verifica dell’idoneità per le esenzioni con la conseguenza che molti pazienti, pur avendo diritto ad esenzioni, hanno dovuto pagare l’intero importo della prestazione.
Circa i sussidi destinati al welfare, lo scorso 27 novembre, nel corso della commissione deputata della Camera dei Consiglieri, la senatrice comunista Yoko Shirakawa ha nuovamente criticato la risposta che il governo vuole fornire ad una sentenza della Corte Suprema che ha sentenziato come illeciti i tagli alle prestazioni sociali attuati nel biennio 2013-2015.
Lo scorso 21 novembre, il dicastero della Salute, Lavoro e Welfare ha dichiarato che i sussidi subiranno un aumento del 2,49% e non 4,78% se essi fossero in linea con l’inflazione e che la differenza tra le due cifre sarà erogata soltanto a coloro che hanno fatto ricorso in tribunale.
In politica estera, a Johannesburg (Sudafrica) si è tenuto – tra il 22 ed 23 novembre – il vertice dei capi di governo del G20. Presente per il Sol Levante la premier. Il summit si è concluso con le usuali dichiarazioni finali piene di buone intenzioni. Novità di maggior rilievo è stata l’assenza di incontro tra la delegazione nipponica e quella cinese.
Martedì scorso, la premier ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente statunitense, Donald Trump, nel corso del quale ha espresso la volontà del Sol Levante di coordinarsi con gli Stati Uniti per i rapporti da intrattenersi con la Cina.
Secondo indiscrezioni apparse sulla stampa statunitense, il massimo rappresentante degli Stati Uniti avrebbe consigliato alla premier nipponica di non provocare la Repubblica Popolare. Le indiscrezioni sono state smentite dal portavoce dell’esecutivo nella conferenza stampa di giovedì pomeriggio.
Frattanto, una dichiarazione apparsa sul profilo “X” dell’Ambasciata cinese a Tokyo ha ricordato come,sulla base della Carta delle Nazioni Unite, la Cina ha diritto ad intervenire contro le nazioni che hanno perso l’ultimo conflitto mondiale, sulla base della “clausola dello Stato nemico” che consente ad una nazione vincitrice di quella guerra di poter intervenire contro le nazioni sconfitte che dovessero mostrare rinnovati segni di aggressività verso di loro.
Di una posizione “totalmente inaccettabile” ha parlato, martedì scorso il Segretario Generale del Gabinetto di Tokyo, Minoru Kihara.
“Sebbene l’alleanza Giappone-Stati Uniti sia il fondamento della diplomazia e della sicurezza, le relazioni Giappone-Cina rappresentano anch’essa un’importante relazione bilaterale” ha affermato, il 26 novembre, interrogando la premier in parlamento, Yoshihiko Noda il quale, pur riconoscendo che “il comportamento intimidatorio delle autorità diplomatiche cinesi offende i sentimenti del popolo giapponese” ha sostenuto che “entrambe le parti si stanno scaldando. È estremamente importante ripristinare una relazione pacifica”.
Takaichi, si è difesa dicendo di “aver risposto ad una domanda” che le era stata posta riferendo episodi specifici come il blocco delle rotte marittime.
Circa la sovranità sulla provincia reclamata da Pechino, la premier si è limitata ad affermare che il Giappone ha “rinunciato a tutti i diritti ed all’autorità su Taiwan nel Trattato di San Francisco, quindi non siamo in grado di riconoscere lo status giuridico di Taiwan”.
Secondo Teikoku Databank, potrebbero essere 172 le aziende nipponiche che si vedranno colpite dal divieto alle importazioni di prodotti ittici nipponici inaugurato da Pechino a seguito del rilascio in mare delle acque stoccate all’interno dell’ex impianto di Fukushima poi rimosso e nuovamente imposto dopo le parole della premier circa un possibile intervento militare a difesa dei separatisti di Taiwan. Anche se in calo, a fronte del riorientamento di molte aziende nipponiche verso altri mercati, la Cina assorbe quasi il 50% delle esportazioni dei prodotti ittici del Sol Levante.
In ambito militare, circa 650 persone hanno manifestato, lo scorso 23 novembre, a Fussa (Tokyo) per chiedere lo stop al dispiegamento di velivoli Osprey presso la base statunitense di Yokota e serie indagini circa le contaminazioni da PFAS alle acque prodotte dalla presenza di quelle strutture militari.
Dagli Stati Uniti, in seguito ad informazioni ottenute e rese pubbliche dalla senatrice democratica Elizabeth Warren, nel quinquennio 2019-2024, il numero di incidenti gravi che hanno visto protagonisti velivoli militari statunitensi è fortemente aumentato.
Gli incidenti definiti di “classe A” e cioè quegli accadimenti che provochino almeno uno un decesso, un’invalidità permanente o danni superiori ai 2,5 milioni di dollari, sono stati 222 con 90 vittime. Il tasso di incidenti è passato da 1,30 (un incidente ogni 100.000 ore di volo) del 2020 a 2,02 del 2024 (addirittura del 3,91 per il Corpo dei Marines) con 89 velivoli andati persi e danni 9,4 miliardi di dollari. Tra gli incidenti gravi, alcuni sono accaduti nell’Arcipelago, come quello che portò, nel novembre del 2023 alla morte di otto marines a seguito dello schianto nel mare a largo dell’isola di Yakushima di un velivolo Osprey.
Ad Okinawa, intanto, sono iniziati, venerdì scorso, alcuni lavori di interramento della baia di Oura. I lavori sono fondamentali per la costruzione della nuova base che andrà ad ospitare i Marines attualmente stanziati a Ginowan.
In economia, è iniziata, mercoledì scorso, la discussione in parlamento circa il bilancio suppletivo da 21.300 miliardi di yen presentato dall’esecutivo.
“Il pacchetto è estremamente ambio, ma più grande non significa sempre migliore” ha sottolineato, nel corso dell’interrogazione della premier, il capo del PCD, Yoshihiko Noda, il quale si è detto preoccupato per l’aumento dei tassi d’interesse sui titoli di Stato ed in particolare su quelli a lungo termine che hanno toccato quota 1,8%.
Per coprire parte del pacchetto di misure saranno emessi titoli di Stato per circa 11.000 miliardi di yen e ciò nonostante le entrate fiscali per l’anno fiscale in corso potrebbero attestarsi alla cifra record di 80.700 miliardi.
Il bilancio contiene anche spese (per 847,2 miliardi di yen) atte a raggiungere il 2% del PIL di spese militari portando così, per l’anno fiscale 2025, le spese belliche del Giappone ad 11.000 miliardi di yen.
Commentando il bilancio, Tomoko Tamura ha sottolineato come esso non affronti il contrasto all’inflazione e sottolineato come, dal 2012 ad oggi, i salari reali dei lavoratori nipponici abbiano subito un calo pari a 346.000 yen.
Martedì, nell’inseguimento in salsa nipponica delle iniziative statunitensi, l’esecutivo nipponico ha lanciato un nuovo ufficio, il quale si troverà sotto la supervisione del Ministero della Finanze, che avrà il compito di esaminare tasse e sussidi proponendo revisioni di spesa.
Circa il contrasto all’inflazione, lo scorso mercoledì, è stata approvata, all’unanimità, dalla Camera dei Rappresentanti, il disegno di legge che abolisce un’accisa sulla benzina dal 31 dicembre di quest’anno e sul gasolio dal primo aprile del prossimo anno. Dall’undici dicembre e fino all’abolizione, un sussidio coprirà l’equivalente dell’accisa per il consumatore (25,1 yen al litro).
Giovedì scorso, rispondendo ad un’interrogazione di Akira Koike, la ministra delle Finanze ha confermato che l’agevolazione, pari a 7 yen al litro, destinato alla Prefettura di Okinawa non sarà eliminato.
Nell’edilizia, stando a dati resi noti dal Ministero per il Territorio, la percentuale di stranieri che, tra gennaio e giugno di quest’anno, hanno acquistato appartamenti di nuova costruzione nelle maggiori aree metropolitane è molto cresciuta con un raddoppio a Tokyo dove si è giunti al 3% degli acquisti. Considerando solamente i sei municipi più centrali della capitale si è passati dal 3,2 al 7,5% di acquisti effettuati da stranieri.
Aumenti significativi sono stati registrati anche ad Hokkaido 2(dallo 0,7 al 2%) ed a Kanagawa (dallo 0,3 all’1%). “Acquisti speculativi non sono desiderabili” ha affermato il ministro Yasushi Kaneko presentando i dati.
Nella pesca, le nazioni partecipanti alla Convenzione di Washington, nel corso del summit tenutosi, giovedì scorso, a Samarcanda (Uzbekistan) hanno respinto, con somma soddisfazione dei nipponici, una proposta, avanzata da alcuni Paesi e dall’Unione Europea, circa l’introduzione di restrizioni alle esportazioni di anguille. Le nazioni che hanno votato contro le restrizioni sono state 100 mentre 35 si sono espresse favorevolmente.
Chiudendo con l’auto, Toyota Motor ha prodotto, nel mese di ottobre, 926.987 vetture: il 3,8% in più rispetto allo scorso anno. La produzione all’estero è cresciuta del 2,2% (poco più di 600.000 veicoli) con un dato particolarmente significativo circa quella negli Stati Uniti che è aumentata del 26,4% (oltre 137.000 vetture) mentre quella nell’Arcipelago del 6,8% (326.832 vetture). Da segnalare un forte calo, del 6,4% per 132.834 auto, nella produzione in Cina.
Cresciute, del 2,1% per 922.087 veicoli, anche le vendite. In positivo le vendite negli Stati Uniti (+11,8% per 207.910 auto) ed in India (+37,1% e 41.664) mentre sono calate quelle in Cina (-6,65 per 160.886 veicoli) ed in Giappone (-4,2% per 137.506 auto).
Aumento di produzione anche per Suzuki Motor: +6% per 304.917 autovetture. Calata, invece, la produzione per Honda Motor che ha immesso sul mercato 302.671 vetture (-10,9%. Dato in gran parte dovuto a strozzature nella catena globale degli approvvigionamenti di chip che hanno portato allo stop temporaneo della produzione in Messico) e per Nissan Motor (-5% per 276.323 vetture con un calo marcato, -19,3%, nella produzione in patria).
(con informazioni di g20.org; fmprc.gov.cn; cgtn.com; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

