La federazione del PLD cui appartiene la premier, quella di Nara, ha ricevuto, lo scorso anno, una donazione (10 milioni di yen) da un’azienda che superava il limite fissato dalla legge sul finanziamento alla politica (7,5 milioni).
Il professore dell’Università Gakuin di Kobe, Hiroyuki Kamiwaki, ha depositato una causa contro il primo ministro.
In settimana, il professore ha scritto alla Procura di Hiroshima per sostenere la responsabilità del ministro Yoshimasa Hayashi affermando che lo stesso ha pagato, in violazione della normativa che regola le elezioni, nella falsificazione dei bilanci del proprio ufficio. Il docente, sostiene che il tesoriere della segreteria del ministro abbia elargito 181.000 yen a 10 persone che hanno svolto campagna elettorale delle ultime elezioni per il rinnovo della Camera bassa. Circa 166.000 yen sarebbero poi finiti a persone che non hanno partecipato alla campagna (e le cui firme sulle ricevute di pagamento sarebbero state falsificate) ciò nasconderebbe, a detta del docente, delle tangenti.
“Se questo caso non sarà affrontato come caso penale è probabile che metodi simili dilagheranno in tutto il Paese” ha affermato Kamiwaki.
Il primo dicembre, invece, la ministra delle Finanze, Satsuki Katayama, ha organizzato una festa di finanziamento della propria attività politica. Alla festa hanno partecipato esponenti del settore bancario, finanziario ed assicurativo trasformando l’evento in una serata di finanziamento da parte di aziende del settore alla ministra che dovrebbe controllarle. All’evento, i cui biglietti costavano 20.000 yen l’uno, avrebbero partecipato un migliaio di persone.
Il Segretario del PCG, Akira Koike, ha contestato alla ministra la violazione del codice di condotta per i ministri.
Rimanendo nella politica interna, il PLD ed il Partito dell’Innovazione hanno concordato, lunedì scorso, per il taglio del numero dei membri della Camera dei Rappresentanti. Il taglio presente nella proposta elaborata dalla maggioranza, riguarderà tanto i seggi ripartiti proporzionalmente quanto quelli assegnati con l’uninominale. La proposta di legge è stata depositata in parlamento il cinque dicembre.
Per il Segretario del PLD, Shunichi Suzuki, la maggioranza terrà in contro delle “opinioni dei partiti dell’opposizione”. Il taglio ipotizzato dovrebbe riguardare 25 seggi assegnati con il maggioritario e 20 nella quota proporzionale.
Di una proposta “inaccettabile” ha parlato, a nome del Partito Comunista, Akira Koike. “Vorrei sentire una spiegazione sul perché c’è una riduzione del 10% e perché verrà effettuata nell’arco di un anno. Risponderemo in stretta consultazione con il Nuovo Komeito e gli altri partiti di opposizione” ha commentato Jun Azumi a nome del Partito Costituzionale Democratico.
Il numero attuale di membri della Camera dei Rappresentanti è di 465: il più basso da quando esiste il suffragio universale in Giappone ed al trentaseiesimo posto tra le 38 nazioni appartenenti all’OCSE.
Nella sanità, dal 2 dicembre, la tessera “My number” ha assorbito quella per l’assicurazione sanitaria pubblica. Purtuttavia, coloro che dispongono di certificati che attestino l’iscrizione al sistema sanitario sono, almeno fino a marzo del prossimo anno, esentati dalla necessità della tessera. Attualmente, soltanto meno del 40% degli aventi diritto ha utilizzato la nuova tessera (rilasciata, secondo il governo, a 100 milioni di cittadini) e ciò a causa della sfiducia generata da numerosi casi di malfunzionamento e di diffusione impropria di informazioni personali degli utenti.
Lo scorso 4 dicembre, la Federazione dei medici che operano nel sistema assicurativo pubblico (la Hodanren) hanno depositato alla Dieta 2.212.000 firme in calce ad una petizione che chiede il ripristino delle tessere dell’assicurazione sanitaria.
Sul fisco, mercoledì scorso, il Consiglio per il sistema fiscale, organismo consultivo del Ministero delle Finanze, ha presentato al dicastero un parere circa la redazione della prossima legge finanziaria. L’organismo, con il pretesto di “ridurre il carico sulla generazione attiva” propone un aumento degli oneri per le spese mediche a carico dei pazienti, una revisione dell’attuale sistema di rimborso dei farmaci da banco, il progressivo aumento (fino al 30%, pari a quanto pagato in media dai lavoratori) della quota di compartecipazione alle spese mediche da parte dei pazienti ultrasessantenni, l’aumento della quota di persone che contribuiscono (con il 20% del costo totale) al pagamento per l’assistenza infermieristica mentre, sul fronte militare, ha chiesto “risultati visibili” circa i fondi pubblici destinati alla ricerca in questo campo.
Intervenendo in parlamento, lo scorso martedì, nel corso del dibattito sul progetto di legge di riforma dell’assistenza sanitaria, il deputato del PCD, Hiroyuki Konishi, ha sottolineato come il 70% degli ospedali abbia i bilanci in rosso e che l’aumento medio del salario (nominale) degli operatori sanitari sia stato, quest’anno, del 2,3% (contro il 4,4% della media sul totale dei lavoratori dipendenti).
Frattanto, secondo un’indagine condotta da Tokyo Shoko Research, il numero di fallimenti delle aziende che operano nel settore dell’assistenza sanitaria domiciliare ha raggiunto, a novembre, quota 85 contro gli 81 dell’intero 2024. Ben 71 fallimenti sono stati dovuti a cali del fatturato.
Circa la ricostruzione delle aree colpite dalla catastrofe del Tohoku del 2011, la premier, nella sua prima visita da capo del governo nella Prefettura di Fukushima, ha sostenuto che il governo è impegnato nell’accelerazione delle attività di recupero. Nonostante le parole, però, il governo è in alto mare circa il decommissionamento dell’ex centrale di Fukushima Daiichi.
A Tokyo, in occasione dell’apertura della sessione ordinaria dei lavori dell’assemblea prefettizia, una manifestazione si è svolta nei pressi della sede della Prefettura per chiedere maggiori investimenti nel welfare e nell’edilizia residenziale pubblica.
Sul nucleare, lo scorso 2 dicembre, si è aperta la sessione ordinaria dei lavori dell’assemblea prefettizia di Niigata con al centro la questione della riattivazione, cui il Governatore, Hidayo Hanazumi, ha dato parere favorevole, della centrale di Kashiwazaki-Kariwa. Fuori dalla sede della Prefettura si è svolta una manifestazione di cittadini contrari alla riattivazione.
In politica estera, un gruppo di parlamentari nipponici appartenenti ad un gruppo di promozione delle relazioni bilaterali, ha incontrato, lunedì scorso, Wu Jianghao, ambasciatore cinese a Tokyo. L’incontro, a cui hanno partecipato deputati di primo peso ma non Hiroshi Moriyama, capo del gruppo, si colloca nell’ambito delle fortissime tensioni scatenate dalle parole di Takaichi circa un possibile intervento militare nipponico qualora aumentasse la tensione intorno allo Stretto di Taiwan. Alcuni giorni prima, era stato Yoshinobu Tsutsui, capo della confindustria nipponica, la Keidanren, ad incontrare l’ambasciatore.
Frattanto, secondo quanto dichiarato dalla Guardia Costiera giapponese, una nave della Guardia Costiera della RPC sarebbe entrata, nella mattinata di martedì, in acque nipponiche nei pressi delle contese Diaoyu/Senkaku.
Nei rapporti con Repubblica di Corea, venerdì scorso, l’ambasciatore di quel Paese a Tokyo, Lee Hyuk, nel corso di una conferenza stampa tenutasi venerdì scorso, ha chiesto al Sol Levante di compiere sforzi al fine di colmare il divario di narrazione tra il proprio Paese ed il Giappone sulle miniere di Sado, recentemente inserite tra i beni tutelati dall’UNESCO, valorizzando, in particolare, il racconto dello sfruttamento di lavoratori forzati coreani durante l’occupazione coloniale della Penisola.
“C’è una netta differenza tra le opinioni della Corea del Sud e del Giappone, quindi, secondo me, è importante che il Giappone elabori idee più avanzate” ha affermato il diplomatico.
In ambito militare, nel corso di un colloquio, avvenuto lunedì scorso, con il segretario della NATO, Mark Rutte, la premier ha ribadito che la sicurezza dell’area euroatlantica e quella dell’Asia del Pacifico sarebbero, non è chiaro però perché, tra loro non separabili.
Takaichi conferma quindi la linea di una sorta di “NATO globale” che gli Stati Uniti, da diversi anni, provano ad affermare.
Circa le servitù militari, lo scorso 30 novembre, il Governatore di Okinawa, Denny Tamaki, ha incontrato, a Naha, il Segretario Generale del Gabinetto, Minoru Kihara, riaffermando che la costruzione della nuova base di Henoko sarà un processo lungo e difficile da completare, tanto da un punto di vista finanziario quanto tecnico stante l’enorme difficoltà del processo di insabbiamento della baia ove dovrebbe sorgere la struttura. Tamaki ha quindi chiesto che si sleghi la costruzione di Henoko dallo smantellamento della base di Ginowan e maggiori garanzie per le donne, spesso aggredite da soldati statunitensi, nonché un impegno per far fronte all’inquinamento acustico.
Sempre sulle servitù militari, il dicastero degli Esteri, rispondendo ad un’interrogazione di Taku Yamazoe del Partito Comunista, ha affermato che da aprile, mese nel quale le forze armate statunitensi hanno iniziato dei pattugliamenti per verificare la condotta dei propri militari fuori dal servizio, vi sono stati 33 arresti.
Frattanto, il primo dicembre, è stato pubblicato, a cura dell’Istituto Internazionale di Ricerca per la Pace di Stoccolma, un rapporto sulle entrate del 2024 delle cento principali aziende operanti, globalmente, nel settore bellico. Tra le aziende presenti, cinque erano giapponesi ed hanno ottenuto un fatturato complessivo pari a 13,3 miliardi di dollari: il 40% in più rispetto all’anno precedente.
Al trentaduesimo posto si è piazzata Mitsubishi Heavy Industries (con un fatturato pari a 755 miliardi di yen e cioè il 37% in più rispetto al 2023), al cinquantacinquesimo Kawasaki Heavy Industries, al sessantaquattresimo Fujitsu, al settantaseiesimo Mitsubishi Electric ed all’ottantatreesimo NEC.
Tutte le aziende nipponiche hanno visto una aumento percentuale della quota del fatturato derivante dalle produzioni belliche.
In economia, lunedì scorso, il Governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha dichiarato che, entro questo mese, l’ente da lui guidato valuterà se alzare o meno i tassi alla luce delle incertezze fornite dai dazi unilaterali imposti dagli Stati Uniti.
Contro i dazi, società controllate di nove grandi imprese giapponesi, tra le quali Sumitomo Chemical, Yokohama Rubber e Toyota Tsusho, hanno fatto causa allo Stato statunitense chiedendo il rimborso dei dazi pagati quest’anno.
Tra le imprese, nel periodo luglio-settembre di quest’anno, le entrate preimposte sono cresciute del 19,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per complessivi 27.540 miliardi di yen. Crollato, a causa dei dazi statunitensi, il profitto del settore dei trasporti (-14%) anche se il manifatturiero nel suo complesso ha visto un +23,4% grazie alla domanda di macchinari e componenti legati ai semiconduttori.
Nonostante i dazi e la contrazione della domanda cinese, la produzione industriale di ottobre è cresciuta dell’1,4% rispetto a settembre con il settore dei veicoli a motore ha registrato un +6,6%.
Circa l’inflazione, secondo una ricerca condotta da Teikoku Databank, nell’anno che va a concludersi saranno oltre 20.000 gli articoli alimentari che hanno visto, o vedranno a breve, un aumento di prezzo. Oltre al riso, alimento base per i nipponici, il settore che ha visto il maggior numero, in termini assoluti, di aumento è stato quello delle zuppe e dei condimenti con 6.221 prodotti che hanno visto crescere il proprio prezzo.
Sempre in questo campo, il Ministero dell’Economia ha comunicato, mercoledì scorso, che all’inizio della settimana appena conclusasi, il prezzo medio della benzina è stato di 164,8 yen: quattro in meno rispetto alla settimana precedente. Il dato è frutto dell’aumentato sussidio, da 5 a 20 yen al litro, deciso dall’esecutivo in attesa della completa abolizione di un’accisa sulla benzina.
Frattanto, la spesa delle famiglie in ottobre è calata del 3% rispetto allo stesso mese del 2024. In media, le famiglie di due o più componenti hanno speso 306.872 yen. Calata del 9,2% la spesa in trasporti (con un -27,9% nelle spese per acquisto di vetture) mentre gli alimenti (i quali rappresentano il 30% della spesa totale del reddito disponibile delle famiglie) hanno visto un calo dell’1,1%.
Sul lavoro, rimasta inviata, al 2,6%, rispetto al mese precedente la disoccupazione per il mese di ottobre. Coloro che lavoravano sono stati 68.460.000 mentre i disoccupati 1.850.000 dei quali 450.000 si sono dimessi (+7% rispetto a settembre) mentre coloro che si affacciavano al mondo del lavoro sono stati 500.000 (+4,2%). Leggermente scesa, attestandosi a 1,18, la disponibilità di posti di lavoro (ciò significa che per ogni cento cercatori di lavoro erano disponibili 118 posti).
Nei trasporti, lo scorso 29 novembre, All Nippon Airways ha cancellato 95 voli interni a causa di problemi sui software di Airbus. Oltre 13,000 le persone rimaste a terra.
Chiudendo con l’agricoltura, una delegazione della Camera nazionale per l’agricoltura guidata dal suo presidente, Masayuki Kunii, ha incontrato Yoshihiko Noda per illustrare i maggiori problemi vissuti dal settore ed in particolare la questione dell’invecchiamento degli agricoltori e del progressivo abbandono di molti terreni. L’organizzazione ha presentato al massimo rappresentante dei costituzional-democratici 22 proposte volte a rafforzare il settore ed a contrastarne la crisi.
(con informazioni di fmprc.gov.cn; sipri.org; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

