Un forte terremoto, di magnitudo 7.5, si è verificato, alle 23,15 di martedì scorso, a largo delle coste di Aomori. Circa 50 le persone ferite ed interruzioni si sono verificate nella circolazione dei treni. 182 i comuni, in sette diverse Prefetture, per i quali è stata emessa un’allerta tsunami.
Circa 300 le scuole rimaste chiuse per un giorno nelle Prefetture di Aomori, Iwate, Hokkaido, Fukushima e Miyagi. Un’altra forte scossa, di magnitudo 6.7, si è verificata venerdì.
Sul nucleare, lo scorso mercoledì, il Governatore di Hokkaido, Naomichi Suzuki, ha dato il proprio parere favorevole alla riattivazione del terzo reattore della centrale di Tomari gestita dalla Hokkaido Electric Power. La società elettrica prevede di far ripartire la centrale nel 2027.
Contro la decisione, oltre 200 persone hanno manifestato, il 10 dicembre. Il Governatore “ha affermato di voler ascoltare le voci della popolazione di Hokkaido. Ho partecipato alla sessione informativa a Sapporo e, sebbene sia stata spiegata la promozione dell’energia nucleare, le domande e le preoccupazioni dei partecipanti, come le misure di prevenzione degli incidenti, non hanno ricevuto una risposta adeguata e, subito dopo la sessione, ha annunciato la sua posizione, ovvero che avrebbe accettato la riattivazione della centrale. Il Governatore non ha intenzione di ascoltare le voci della popolazione di Hokkaido” ha affermato Shigeo Kawahara, docente presso l’università Gakuin di Sapporo e membro di un comitato contrario alla riattivazione. Non lontano dalla centrale è presente una faglia attiva.
In politica interna, sono iniziate, lunedì 8 dicembre, le discussioni in parlamento circa il bilancio suppletivo da 18.300 miliardi di yen presentato dall’esecutivo. Circa il 60% delle spese saranno coperte da titoli di Stato.
“Politica fiscale attiva e politica fiscale responsabile sono termini contraddittori ed ho chiesto spiegazioni su questo punto ma purtroppo non ho ricevuto una risposta chiara. La portata e l’entità sono tali che non possiamo che smentire l’affermazione secondo cui stiamo mantenendo la disciplina fiscale” ha affermato, commendo a caldo la presentazione del bilancio da parte della ministra delle Finanze, Jun Azumi del Partito Costituzionale Democratico.
Intervenendo alla plenaria della Camera dei Rappresentanti, Akiko Horikawa del Partito Comunista, ha chiesto al governo di rimborsare tutti coloro che hanno subito una riduzione dei sussidi destinati al welfare alla luce di una recente sentenza della Corte Suprema e non unicamente ai ricorrenti come, parrebbe, intenzionato il governo (sulla questione, l’associazione che ha promosso la storica causa contro lo Stato, ha tenuto una conferenza stampa il 9 dicembre chiedendo che non si prosegua sulla strada dei tagli). La deputata ha anche chiesto interventi sul finanziamento alle università e di fermare l’aumento delle spese militari le quali, come richiesto dal governo statunitense, vanno in direzione del 2% del PIL.
Il bilancio è stato approvato, giovedì scorso, dalla Camera dei Rappresentanti passando così alla discussione in Camera alta. A favore hanno votato, oltre al PLD ed al Partito dell’Innovazione, anche il Partito Democratico per il Popolo ed il Nuovo Komeito.
Tra le spese previste dal bilancio vi sono 847,2 miliardi di yen da destinarsi alle spese militari.
Circa il disegno di legge per il taglio del numero dei deputati (taglio che dovrebbe interessare 45 seggi), lo scorso lunedì, i rappresentanti alla Camera bassa del Partito Costituzionale Democratico, del Partito Comunista, del Partito Democratico per il Popolo, di Reiwa Shinsengumi e del Nuovo Komeito hanno convenuto che la proposta della maggioranza è “inaccettabile”.
Il 10 dicembre, circa 200 persone hanno protestato contro il disegno di legge davanti la sede della Camera dei Rappresentanti.
A Tokyo, il capo della sezione nipponica della Chiesa dell’Unificazione, Tomihiro Tanaka, ha rassegnato le proprie dimissioni scusandosi per la pratica di “sollecitazione” di donazioni che ha portato a numerose tragedie e che è stato uno dei motivi addotti dall’assassino di Shinzo Abe per il gesto da questi compiuto stante la vicinanza dell’ex premier al culto fondato dal coreano Moon.
Sulla chiesa pende, dopo la richiesta di un parere da parte dell’esecutivo, un processo di liquidazione in fase di discussione presso l’Alta Corte di Tokyo.
Sui diritti civili, diverse coppie dello stesso sesso hanno annunciato, giovedì scorso, una causa contro lo Stato da iscriversi alla Corte Suprema alla luce di una recente sentenza, emessa dall’Alta Corte di Tokyo, che ha stabilito che il divieto al matrimonio omosessuale sia “costituzionale”.
Nella scienza, a Stoccolma, gli scienziati nipponici Shimon Sakaguchi e Sumusu Kitagawa, hanno ricevuto, mercoledì scorso, il premio Nobel, rispettivamente, per la medicina e la chimica.
In politica estera, nonostante le tensioni sino-nipponiche, il 14 dicembre, i ministri della Salute dei due Paesi e quello sudcoreano si riuniranno a Seul nell’ambito di un trilaterale che si tiene da quasi vent’anni.
In ambito militare, secondo quanto sostenuto, lo scorso 7 dicembre, dal ministro Koizumi, il giorno precedente, un aereo militare cinese (un caccia J-15) avrebbe puntato, con il proprio radar, un velivolo nipponico (un F-15) sui cieli sopra Okinawa.
Le autorità di Pechino hanno affermato che l’evento è occorso a causa delle interferenze compiute dal velivolo giapponese a delle esercitazioni navali condotte da Pechino e che il caccia nipponico avrebbe ingaggiato un radar cinese. Koizumi ha smentito la versione cinese e sostenuto che fosse “naturale” che il velivolo giapponese abbia monitorato le attività della portaerei Liaoning.
Koizumi e l’omologo statunitense, Peter Hegseth, hanno discusso di quanto accaduto lo scorso venerdì esprimendo una comune preoccupazione.
Lo stesso giorno dell’incidente del radar, circa mille persone hanno manifestato nei pressi della base statunitense di Yokosuka (Kanagawa) per chiedere lo stop al dispiegamento di portaerei a propulsione nucleare, di velivoli Osprey e di missili a lungo raggio Tomahawk.
Il sei dicembre, invece, il Segretario del Partito Comunista si è recato a Shikido (Oita) per ispezionare il sito ove, tra circa un mese, dovrebbe sorgere un deposito di munizioni delle Forze di Autodifesa. Il deposito sorgerà in un’area densamente popolata ove è presente una scuola elementare, una sede della locale università ed un ospedale.
Nelle servitù militari, il nuovo bilancio suppletivo ha destinato alla costruzione della base di Mageshima 302,9 miliardi di yen. Il costo della base raggiungerà così 1.327,6 miliardi di yen. L’isola sarà trasformata in una struttura al servizio delle forze armate statunitensi attualmente stanziate ad Iwakuni ed in altre località.
Frattanto, nella settimana appena trascorsa, le forze armate russe e quelle cinesi hanno condotto dei pattugliamenti congiunti, i quali hanno visto la partecipazione di bombardieri strategici Tu-95MS e Xi’an H-6k.
Da Hanoi, il segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, Sergej Shoigu, ha sostenuto che il Giappone opera “provocazioni quasi costanti” che non possono essere ignorate da Mosca.
“In un periodo relativamente breve, molto breve, il Giappone è passato dall’essere un Paese senza diritto ad avere forze armate proprie ad una nazione che prende le decisioni che prende oggi, con il nuovo Primo Ministro che chiede un livello di spesa per la difesa del 2% [del PIL ndr]. Il livello del 2% è quello stabilito prima che Donald Trump assumesse l’incarico di presidente degli Stati Uniti e lo portasse al 5%. È il livello approvato dalla NATO. Quindi è in questa direzione che il Giappone si sta muovendo passo dopo passo. Non possiamo certo ignorare le armi che gli Stati Uniti, in particolare, lasciano qui dopo le esercitazioni. Parlo di missili e delle decisioni di schierare missili sulle navi giapponesi. Quando vediamo l’intensificarsi delle esercitazioni qui, nella regione Asia-Pacifico, e squadroni di navi che passano deliberatamente vicino alle nostre coste, anche se in realtà non hanno nulla a che fare qui, è certamente allarmante” ha affermato Shoigu.
In economia, il sol Levante ha registrato, in ottobre, un avanzo delle partite correnti del 15,5% superiore rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente per 2.830 miliardi di yen.
Per il mese in questione, le esportazioni sono cresciute del 2,8% (9.660 miliardi) mentre le importazioni dello 0,1% (9.560 miliardi).
Circa le dimensioni complessive dell’economia, il PIL annualizzato per il periodo luglio-settembre ha subito una contrazione del 2,3%. Il prodotto del periodo, al netto dell’inflazione, si è contratto dello 0,6% rispetto a quello del trimestre precedente.
Tra le imprese, il numero di fallimenti occorsi nei primi 11 mesi del 2025 è stato di 9.372 instradando il Giappone ad un sorpasso, per il secondo anno di fila, dei 10.000 fallimenti annui. Ben 700 fallimenti, stando alla ricerca condotta da Tokyo Shoko Research, sono stati dovuti alla pressione inflazionistica.
Sul lavoro, i salari reali di ottobre hanno visto un calo dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2024: decimo mese consecutivo di calo. I salari nominali sono cresciuti del 2,6% ad una media pari a 300.141 yen ma l’aumento dell’inflazione (stimata al 3,4% per ottobre) ha eroso e sopravanzato questo aumento.
Chiudendo con l’innovazione tecnologica, secondo quanto comunicato da Nippon Foundation, un traghetto, di proprietà della Kokusai Ryobi Ferry, operante tra il porto di Shi-Okayama e quello di Tonosho sull’isola di Shodoshima utilizzerà tecnologie di conduzione autonoma a seguito del parere favorevole ottenuto dall’esecutivo. Secondo i progetti, entro aprile del 2026, altre tre traghetti utilizzeranno tecnologie di conduzione autonoma.
(con informazioni di tass.com; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

