Politica

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Il Partito Democratico e la sinistra italiana: una lettura di fase

Corbyn: la rivoluzione dei privilegiati 

Dopo l’inattesa sconfitta elettorale laburista del 2015 Pat McFadden, allora responsabile degli affari europei nel governo ombra di Ed Miliband, disse: «Saremo sempre il popolo dei meno abbienti, ma dobbiamo essere più di questo ed essere il partito della famiglia che aspira al benessere [the aspirational family that wants to do well]. Dobbiamo parlare di creazione di ricchezza e non solo di distribuzione della ricchezza».[1]

Questa ricetta sembrerebbe essere stata contraddetta dal recupero del partito di Corbyn, passato dal 30% della precedente tornata al 40% del 2017, con un programma decisamente schierato per la distribuzione.

Venerdì, 10 Agosto 2018 00:00

Sul rossobrunismo (parte II)

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Sul rossobrunismo (II)

[La prima parte qui]

Mentre mi accingo a scrivere questa seconda parte di una riflessione dedicata al rossobrunismo, mi viene spontanea una domanda: “Ma è davvero così importante scrivere su/di esso?” Mi faccio questa domanda perché risulta evidente che i problemi comuni a noi italiani sono altri: il lavoro, il razzismo, l’incapacità delle opposizioni di saper contrastare le derive xenofobe e populiste delle destre. Nondimeno credo che spingere i compagni a riflettere sul pericolo di sottostare alla confusione ideologica non possa esser sottovalutato. 

Dare valore (di scambio) a fiducia e verità nell’economia del XXI secolo

In queste note cerco di connettere alcune letture e considerazioni fatte di recente, pur senza essere del tutto sicuro del filo che le lega. Per prima cosa, sulla testata on line Pambianconews.com, che si occupa di moda, del 25 luglio, ho letto un servizio che annunciava il lancio sul mercato di una certificazione blockchain applicata al settore agroalimentare da parte di una, dicono, promettente startup romana (pOsti), funzionale non solo alla trasmissione di una serie di informazioni di supporto su specifici “piatti”, ma anche alla tracciabilità dei prodotti di alta ristorazione.

La Prefettura di Fukushima ha un futuro nella produzione di energie rinnovabili? Forse sì ma i risultati sono ancora largamente insufficienti. Le tre pale eoliche (due da 2 megawatt ed una da 7) piazzate in mare a largo di Naraha – nell'ambito di un progetto sovvenzionato dal Ministero dell'Industria – stanno infatti producendo meno di quanto previsto in fase di installazione. A costruire il tutto, per una spesa complessiva di 58,5 miliardi di yen, un consorzio di industrie che vede la partecipazione di Mitsubishi Heavy Industries e Marubeni. Non è ancora chiaro se il progetto andrà avanti: “prima vediamo che risultati daranno i test” ha affermato il ministro competente.

Preoccupazioni tra sovranismo, sinistra e analogie storiche

Probabilmente esagero, o magari sbaglio completamente. Da un po’ di tempo, non riuscendo a darmi una spiegazione logica della piega violenta che sta prendendo la polemica nella sinistra (sovranità nazionale, sovranismo ec.) ho cominciato ad ampliare lo spazio temporale della riflessione.

Complice la lezione di storia di un docente dell’Università per stranieri di Siena (per mio diletto, oltre al piacere di fare compagnia a mia nipote), che mi ha ricordato le acute e avanzate, nonché isolate, considerazioni di Engels circa le innovazioni industriali degli armamenti e della concezione della guerra, denunciandone la profonda trasformazione e i rischi per il proletariato internazionale di pagarne le terrificanti conseguenze - addirittura prevedendone i dettagli un bel po’ di anni prima della guerra mondiale del '14-'18 - sono tornato a ragionare su quell'aspetto fondamentale.

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