La premier Takaichi, lo scorso martedì aprendo la sessione plenaria della Camera dei Rappresentanti, ha chiesto la cooperazione delle opposizioni nella stesura di misure economiche volte a contrastare l’inflazione e preannunciato la presentazione di un bilancio suppletivo.
Takaichi ha anche affermato che cercherà “il consenso più ampio possibile” circa il taglio del numero dei parlamentari: controversa misura prevista nel patto di maggioranza siglato dai liberal-democratici con il Partito dell’Innovazione.
In chiusura di settimana, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, l’esecutivo starebbe pensando all’emissione di voucher per l’acquisto di riso come parte del pacchetto di misure per il contrasto all’inflazione.
“Non ha risposto quando gli ho chiesto se la questione del finanziamento alla politica fosse stata risolta. Non aveva una sua opinione sulla riduzione del numero dei membri della Dieta. Non ha risposto sulla modifica della legge sul controllo dei fondi politici” ha commentato il numero uno del Partito Costituzionale Democratico, Yoshihiko Noda.
Il 5 novembre, intanto, è stato confermato l’accordo tra i principali partiti di maggioranza ed opposizione circa il taglio delle accise sui carburanti. Il taglio inciderà per 25,1 yen al litro sulla benzina e di 17,1 sul gasolio.
Circa le elezioni, nell’ambito di 16 diverse cause depositate da gruppi di avvocati, la sezione di Akita dell’Alta Corte di Sendai ha stabilito, pur non annullando il risultato, che le ultime elezioni per il rinnovo della Camera dei Consiglieri si sono svolte in uno “stato di incostituzionalità” a causa della disparità voti-seggi che ha toccato un massimo di 3,13.
Tra gli scandali, Takashi Tachibana, Presidente del Partito per Proteggere il Popolo dall’NHK, è stato arrestato, lo scorso 9 novembre, con l’accusa di aver diffamato Hideaki Takeuchi, consigliere prefettizio ad Hyogo, il quale si era mostrato critico del candidato da questi appoggiato alle elezioni per il rinnovo della carica di Governatore di quella Prefettura tenutesi lo scorso anno.
Nell’istruzione, sono stati 353.970 gli studenti che, nel 2024, si sono assentati per oltre 30 giorni da scuola: il 2,2% in più rispetto all’anno precedente e dodicesimo anno consecutivo di crescita di questo dato. La crescita più ampia, +5,6% per 137.704 casi totali, si è avuta nelle scuole elementari.
Cresciuto anche il numero dei casi di bullismo, 769.022 dei quali 610.612 nelle scuole elementari. 1.405 i casi di bullismo classificati come gravi.
Frattanto, secondo un’indagine condotta dal Benesse Educational Research & Development Institute in cooperazione con l’Università di Tokyo su 20.000 coppie di genitori, circa la metà degli studenti nipponici, dalle elementari alle superiori, non leggono libri. Il dato è di una volta e mezzo superiore a dieci anni fa. Per la precisione, coloro che non leggono nemmeno un libro erano, a settembre del 2024, il 52,7%. Per fascia d’età, tra gli studenti delle prime classi delle elementari il dato è del 33,6% per giungere al 69,8% tra gli studenti delle scuole superiori.
Nell’immigrazione, sono stati 27 i comuni che, a gennaio di quest’anno, avevano oltre il 10% della popolazione composta da stranieri. Il comune con la percentuale più alta è stato Shimukappu (Hokkaido) con il 36,6%.
Rimanendo nella demografia, secondo una ricerca (4.166 le risposte valide ottenute) condotta dal Centro Nazionale per lo Sviluppo e la Salute del Bambino, crescere un figlio fino ai 18 anni ha un costo medio per le famiglie pari a 21,7 milioni di yen. Dalla nascita alla fine della scuola media inferiore, il costo medio è di 16.323.898 yen: circa 200.000 yen in più rispetto ai dati raccolti dall’istituto nel 2009.
Includendo alcune altre voci, come quella per le assicurazioni, le quali fanno aumentare il costo medio a 25.701.956 yen, i costi annuali per i bambini in età prescolare oscillano tra 890.000 ed 1.100.000 yen; tra 1.140.000 e 1.310.000 per quanti frequentano le scuole elementari; tra 1.560.000 ed 1.910.000 per i ragazzini alle scuole medie e tra 1.810.000 e 2.310.000 per quanti frequentano le scuole superiori.
In politica estera, lo scorso lunedì, la premier si è detta pronta ad incontrare il Presidente della RPDC, Kim Jong Un, al fine di risolvere la questione dei cittadini nipponici rapiti, tra gli anni ’70 ed ’80, da agenti nordcoreani.
Frattanto, venerdì scorso, la Repubblica Popolare Democratica ha lanciato un missile balistico in direzione del Mar dell’Est. Il vettore, il quale è caduto fuori dalla Zona Economica Esclusiva di Tokyo, ha percorso 450 chilometri e raggiunto un’altitudine di 50. Il lancio è stata una risposta alle manovre militari condotte dalla Marina statunitense congiuntamente con quella sudcoreana.
Circa la guerra civile ucraina, mercoledì scorso, la premier ha avuto un colloquio telefonico con il capo ucraino, Volodimir Zelenskij, ribadendo l’appoggio del Sol Levante al governo ucraino nel contrasto alla Federazione Russa ed alle forze separatiste.
Secondo la premier, Giappone ed Ucraina “condividono la comprensione dei pericoli che la guerra della Russia pone a tutti nel mondo”.
Il giorno successivo, intervenendo in Camera dei Consiglieri, la premier ha espresso l’intenzione di cooperare con gli Stati Uniti circa la ricerca, in acque nipponiche nei pressi dell’isola di Minamitori, di terre rare.
In chiusura di settimana, intanto, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, il Giappone e l’Indonesia starebbero preparando un incontro per metà novembre con al centro, almeno nelle intenzioni nipponiche, la sicurezza nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e dunque, in soldoni, il contenimento della proiezione cinese nell’Asia meridionale.
In ambito militare, il primo novembre, ai margini del vertice ASEAN di Kuala Lumpur, il ministro Koizumi ha incontrato la controparte cinese, Dong Jun, al quale ha espresso la propria preoccupazione per le attività militari della RPC nel Mar Cinese Orientale e nel Pacifico.
Sempre nella capitale malese, il ministro nipponico ha incontrato l’omologa neozelandese, Judith Collins, con la quale ha discusso circa i progetti di Wellington di rinnovo della propria flotta di fregate.
In economia, la produzione industriale di settembre è cresciuta del 2,2% rispetto ad agosto segnando il primo aumento rispetto ai tre mesi precedenti. Fatta cento la produzione del 2020, l’indice ha toccato quota 102,8. L’aumento percentuale più significati, +6,2%, si è avuto nella meccanica. Cali si sono avuti, invece, nella componentistica per i trasporti e nell’acciaio ed i metalli non ferrosi.
Frattanto, martedì scorso, la premier ha sostenuto che saranno potenziati gli investimenti in 17 settori definiti strategici e tra questi l’intelligenza artificiale, la cantieristica navale, aviazione e spazio e biotecnologie.
Tra le imprese quotate, secondo la società SMBC Nikko Securities, alla fine del corrente anno fiscale, esse vedranno un calo degli utili del 7,8%. Si tratterebbe, se confermato, del primo calo negli ultimi sei anni ed esso è da attribuire, in larga misura, ai dazi unilaterali introdotti dal governo statunitense. Le aziende del manifatturiero dovrebbero vedere un calo del 5,4% con cali significativi nel settore auto (-25,9%) e dell’acciaio (-74,7%).
Nel non manifatturiero, il calo combinato è stimato dalla società di ricerca nell’11,9% (con le socità di spedizione che vedranno cali stimati nel 57,7%).
Nell’intrattenimento, Nintendo ha comunicato, martedì scorso, di aver rivisto al rialzo le proprie prospettive per l’anno fiscale in corso auspicando 350 miliardi di utili contro i 300 precedentemente stimati.
Nell’auto, nonostante i dazi introdotti dagli Stati Uniti, Toyota Motor ha rivisto al rialzo le prospettive di crescita per l’attuale anno fiscale a 2.930 miliardi di yen contro i 2.660 precedentemente stimati. La società, proprio in virtù delle vendite previste sul mercato statunitense, ha stimato al rialzo di 100.000 unità (per complessive 11.300.000 vetture) le vendite.
Di contro, Honda Motor ha rivisto al ribasso, da 420 a 300 miliardi di yen, gli utili per l’anno fiscale corrente a causa, principalmente, delle strozzature in atto sul mercato globale dei semiconduttori.
Cali già in atto, per Nissan Motor. La società ha riportato, per il periodo aprile-settembre, perdite nette per 221,92 miliardi di yen. Calate, del 7,3% per 1.480.000 vetture, le vendite.
Nell’ambito di un processo di ristrutturazione delle proprie finanze, Nissan ha annunciato la vendita, per 97 miliardi di yen, della propria sede centrale di Yokohama.
All’estero, U.S. Steel, società recentemente acquisita dalla giapponese Nippon Steel, ha annunciato, martedì scorso, investimenti, da qui al 2028, per 11 miliardi di dollari da destinarsi al potenziamento della produzione domestica. L’azienda si è impegnata a “proteggere e creare” (qualunque cosa ciò voglia dire) 100.000 posti di lavoro negli Stati Uniti.
Sempre nell’industria pesante, Mitsubishi Heavy Industries, ha comunicato, venerdì scorso, di non avere contezza circa gli investimenti che la stessa dovrebbe realizzare negli Stati Uniti (nell’ambito dei 550 miliardi di dollari di pizzo richiesti da Trump al Sol Levante per abbassare i dazi unilaterali da egli stesso imposti) e che sono stati citati in un rapporto del governo giapponese.
Chiudendo con l’inflazione, la spesa delle famiglie per il mese di settembre è cresciuta dell’1,8%: quinto mese consecutivo di crescita. In termini assoluti, i nuclei di due o più persone hanno speso una media di 303.214 yen. Diminuite, dello 0,5%, le spese per il cibo le quali rappresentano il 30% del totale.
Per lo stesso mese, i salari reali sono calati dell’1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente In termini nominali, i salari sono cresciuti dell’1,9% per una media pari a 297.145 yen.
(con informazioni di kcna.kp; yna.co.kr; ussteel.com; global.toyota; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

