Iniziamo questa Pillola con il diniego a commentare se il Giappone proseguirà nella politica sui tre principi di astensione dal nucleare (non possedere, non produrre, non ospitare) espresso dalla premier Takaichi martedì scorso. Per il momento, però, il Sol Levante “mantiene con fermezza” l’applicazione di tali principi.
Il punto centrale nell’indecisione del governo è nel concetto, caldeggiato da Takaichi, di “deterrenza estesa” e cioè con il coinvolgimento degli Stati Uniti e con la possibilità che questi possano introdurre armi atomiche in territorio nipponico.
“La Cina è seriamente preoccupata per le recenti mosse militari e circa la sicurezza del Giappone. Mentre il Giappone afferma di essere un Paese amante della pace e di sostenere un mondo libero dalle armi nucleari, l’amministrazione di Sanae Takaichi ha rilasciato dichiarazioni ambigue sui Tre Principi Non Nucleari, lasciando intendere la possibilità di abbandonarli. Alti funzionari giapponesi hanno persino affermato che il Giappone non ha escluso la possibilità di possedere sottomarini nucleari. Ciò rivela pienamente che il Giappone sta attuando un importante cambiamento, in negativo, di politica e ciò invia un segnale pericoloso alla comunità internazionale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la guerra di aggressione dei militaristi giapponesi ed i brutali crimini contro l’umanità hanno inflitto indicibili sofferenze alla regione e fuori da essa. Negli ultimi anni, il Giappone ha drasticamente rivisto la sua politica di sicurezza, aumentando anno dopo anno la spesa per la difesa, allentando le restrizioni all’esportazione di armi, cercando di sviluppare armi offensive e proseguendo sulla strada sbagliata del potenziamento militare. La scorsa settimana, il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha rilasciato dichiarazioni provocatorie su Taiwan, che implicano la possibilità di un intervento armato nello Stretto di Taiwan. A causa di queste mosse del Giappone, i Paesi asiatici più prossimi e la comunità internazionale devono seriamente interrogarsi e preoccuparsi: il Giappone ha davvero rotto con il militarismo? È sinceramente impegnato in una politica esclusivamente difensiva e nei Tre Principi Non Nucleari? Il Giappone continuerà a rispettare il suo impegno per uno sviluppo pacifico?
Quest’anno ricorre l’80° anniversario della vittoria della Guerra di Resistenza Popolare Cinese contro l’Aggressione Giapponese e della Guerra Mondiale Antifascista. Ricorre anche l’80° anniversario della riconquista di Taiwan. Esortiamo il Giappone a pentirsi della propria storia di aggressione, a proseguire sulla strada dello sviluppo pacifico, a smettere di trovare scuse per il suo rafforzamento militare e ad adottare misure concrete per guadagnarsi la fiducia dei suoi vicini asiatici e della comunità internazionale” ha commentato, il 14 novembre, il Portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian.
Tensioni ci sono state, nella settimana appena conclusasi, per delle dichiarazioni apparse su un profilo sociale di Xue Jian, console generale della RPC ad Osaka, il quale, in risposta alle dichiarazioni interventiste rispetto alla tutela di Taiwan dalla riunificazione con la madrepatria pronunciata da Takaichi, aveva affermato che avrebbe voluto “tagliare quello sporco collo senza esitazione” riferendosi, almeno apparentemente, proprio alla premier. Il governo ha richiesto al dicastero degli Esteri cinese di prendere le distanze da quelle parole e la commissione per gli Esteri del PLD ha approvato una risoluzione ove si sottolinea la serietà della vicenda e si attende una risposte in merito da parte di Pechino.
Sul presunto rischio che il Giappone correrebbe, secondo quanto dichiarato da Takaichi, nel caso che la Cina intervenisse con navi da guerra nello Stretto di Taiwan, il parlamentare comunista Kazuo Shii ha ribadito l’opposizione ad un intervento militare nell’area da parte del Giappone o degli Stati Uniti pur augurandosi una risoluzione pacifica della questione di Taiwan.
Una protesta ufficiale all’indirizzo del Sol Levante è stata consegnata dal viceministro degli Esteri di Pechino, Sun Weidong, all’ambasciatore nipponico in Cina, Kenji Kanasugi.
“La Cina ha a cuore la pace ed apprezza la buona fede. Detto questo, quando si tratta della sovranità cinese, dell’integrità territoriale e di qualsiasi altra questione riguardante gli interessi fondamentali della Cina, nessuno dovrà mai aspettarsi compromessi o concessioni da parte della Cina. Nessuno dovrà illudersi che la Cina ingoi un amaro calice che mina i suoi interessi. Chiunque osi sfidare i limiti della Cina subirà un duro colpo e si schianterà contro la grande muraglia d’acciaio forgiata da oltre 1,4 miliardi di cinesi. Per chiunque osi ostacolare la riunificazione della Cina: il fallimento sarà il suo destino” ha commentato Lin Jian.
“Un’emergenza a Taiwan non dovrà mai verificarsi. Dobbiamo lavorare per risolvere la questione attraverso una diplomazia calma e pacifica. Non dobbiamo mai provocare una guerra, né creare l’opportunità che essa si verifichi” ha commentato il Governatore della Prefettura di Okinawa, Denny Tamaki, il quale ha invitato Giappone che la Cina a cercare di costruire un rapporto di fiducia attraverso la diplomazia ed il dialogo.
Sempre in politica estera, lunedì scorso, il governo nipponico, mediante il Segretario Generale del Gabinetto, Minoru Kihara, ha affermato di aver invitato il ministro per Okinawa ed i Territori del Nord, Hitoshi Kikawada, ad essere più cauto dopo che questi ha affermato, visitando capo Nosappu, ad Hokkaido, come “il punto più vicino ad una nazione straniera”.
“Le isole (quelle che il Sol Levante chiama “territori del nord” e la Russia “Curili meridionali”) sono parte integrante del Giappone. Queste dichiarazioni possono portare a fraintendimenti” ha sostenuto Kihara ribadendo, quindi, la tradizionale rivendicazione delle isole russe più prossime ad Hokkaido.
Frattanto, lo scorso 11 novembre, la premier ed il ministro degli Esteri, Motegi, hanno ricevuto a Tokyo il rappresentante del regime giordano Abdullah II Ibn Al Hussein. Takaichi ha elogiato il ruolo della Giordania nella sicurezza regionale ed espresso la volontà nipponica al rafforzamento delle relazioni bilaterali.
Nei rapporti con l’Indonesia e nel tentativo di avere quella nazione come alleata dei nipponici (e degli Stati Uniti) nella strategia di contenimento della Cina, il ministro della Difesa del Sol Levante, Shinjiro Koizumi, ha annunciato, venerdì scorso, che si riprenderà un formato di incontri 2+2 (con la presenza cioè dei ministri di Esteri e Difesa) con quel Paese.
In ambito militare, in 1.200 hanno manifestato a Kumamoto, lo scorso 9 novembre, per chiedere il ritiro del piano che prevede lo schieramento nella Prefettura di missili a lungo raggio da parte delle Forze di Autodifesa. I missili sarebbero schierati in un’area, quella di Kengun, densamente popolata e ove sono presenti circa 60 istituti scolastici.
Sempre in questo campo, con una cerimonia di commiato, mercoledì scorso, ha terminato la propria vita operativa il pattugliatore Soya. La nave, in servizio dal 1978, ha percorso 1,9 milioni di chilometri e contribuito al salvataggio di 1.450 persone.
Circa la distruzione della baia di Henoko ove si sta interrando parte della stessa al fine di ospitare una nuova base statunitense, è emerso che da giugno i lavori sono sospesi. Interrogata da Akira Koike del Partito Comunista, la premier ha dichiarato che “la costruzione può essere effettuata senza problemi”.
Nonostante le rassicurazioni di Takaichi, sei navi adibite al compattamento della sabbia gestite da quattro diverse società si stanno allontanando dall’area per evitare potenziali ribaltamenti producibili da un tifone.
Rimanendo sulle questioni legate alle servitù militari ad Okinawa, lo scorso 13 novembre, il vicegovernatore della Prefettura, Takekuni Ikeda, ha incontrato la Presidentessa del Partito Comunista, Tomoko Tamura, chiedendo di spendersi affinché l’ente ottenga i fondi necessari per rimuovere le contaminazioni da PFAS alle acque che sono conseguenza delle cattive condotte nello smaltimento di prodotti contenenti questi materiali da parte delle forze armate statunitensi.
Il 14 novembre, intanto, neoistituito comitato interno al PLD per le strategie di intelligence, ha tenuto la prima riunione. Al centro del dibattito politico sul tema vi è la promulgazione di nuove leggi contro lo spionaggio che potrebbero trovare il sostegno anche di parte dell’opposizione (in primo luogo del Partito Democratico per il Popolo).
In politica interna, il copresidente del Partito dell’Innovazione del Giappone, Fumitake Fujita, è al centro di una feroce polemica per aver pubblicato – accompagnandolo con frasi minacciose – su una rete sociale il biglietto da visita di un giornalista del quotidiano comunista Akhata, periodico che ha più volte sollevato alcuni abusi nell’utilizzo di fondi pubblici da parte del parlamentare. Proteste sono state espresse dal Sindacato dei Lavoratori dei Media e dell’Informazione e dal Consiglio Giapponese dei Giornalisti mentre due caporedattori del giornale hanno presentato una denuncia alla polizia.
Akira Koike, a nome del Partito Comunista, ha criticato Takaichi per non essere intervenuta sulla vicenda condannando l’intimidazione.
Nella sanità, lo scorso 12 novembre, il Sindacato giapponesi dei lavoratori della sanità, la confederazione giapponese dei sindacati dei lavoratori municipali ed il Sindacato nazionale degli insegnanti delle università hanno tenuto, presso la Dieta, una conferenza stampa per chiedere significativi aumenti salariali per i lavoratori della salute ed un aumento del loro numero. I tre sindacati hanno consegnato al Ministero della Salute una petizione contenenti queste richieste con oltre 40.000 firme in calce.
Nel contempo, presentando i risultati di un sondaggio condotto, su 851 lavoratori, dall’Associazione per creare una società della cura, quasi l’80% di quanti effettuano assistenza domiciliare hanno sofferto, quest’estate, di colpi di calore o sintomi similari e ben il 30% ha affermato di aver pensato di lasciare il lavoro.
Sempre nella sanità, mentre il governo starebbe pensando – ai fini di una riduzione del contributo versato dai lavoratori – ad un’esclusione dei farmaci su prescrizione equivalenti dalla copertura offerta dall’assicurazione sanitaria pubblica, un sondaggio condotto – su oltre 5.600 persone – dalla Federazione nazionale delle associazioni dei medici che operano nell’ambito del sistema assicurativo pubblico ha visto un 95% di risposte contrarie all’ipotesi.
Sul lavoro, lo scorso 14 novembre, la confederazione sindacale Zenroren ha consegnato al Ministero della Salute e del Lavoro una petizione che chiede la riduzione dell’orario di lavoro a sette ore al giorno e l’abolizione della possibilità di effettuare straordinari per 100 ore al mese.
Masaaki Suzuki, vicesegretario generale del Sindacato dei lavoratori edili e dei trasporti, ha sottolineato che il numero di richieste di risarcimento per infortuni sul lavoro, come decessi per eccesso di lavoro dovuti a malattie cerebrali e cardiache, nel settore del trasporto merci su strada è stato, quest’anno, il più alto degli ultimi 16 anni.
Frattanto, lo scorso 14 novembre, Taku Yamazoe del Partito Comunista, intervenendo in sede di commissione Bilancio della Camera dei Consiglieri ha criticato la posizione del governo circa alcune sentenze (la più importante emessa in giugno dalla Corte Suprema) che hanno condannato a dei risarcimenti lo Stato nipponico per i tagli, iniziati nel 2013, ai sussidi sociali, chiedendo che la questione non venga elusa e che si forniscano le riparazioni adeguate ed il ripristino dei livelli precedentemente garantiti.
In economia, intervenendo, lo scorso lunedì, in parlamento, la premier ha sostenuto di non aver ancora deciso se rimandare l’obiettivo di salute fiscale, cioè l’ottenimento di una avanzo primario, attualmente previsto per il 2026.
Lo stesso giorno, l’esecutivo ha espresso la volontà di fornire forti sussidi alla cantieristica navale ritenendo il settore come strategico per il Paese.
Frattanto, secondo dati pubblicati nella settimana appena conclusasi, il Sol Levante ha registrato, nella prima metà dell’anno fiscale corrente un avanzo delle partite correnti del 14,1% superiore rispetto all’anno precedente per 17.510 miliardi di yen.
Circa il contrasto all’inflazione, il governo ha deciso, giovedì scorso, di portare da 5 a 15 yen il sussidio sul prezzo della benzina in attesa dell’eliminazione, prevista entro la fine di quest’anno, di un’accisa sulla benzina.
Sul prezzo della benzina per i residenti di Okinawa, lo scorso mercoledì, il Governatore della Prefettura ha incontrato il capo del PCD, Yoshihiko Noda, al quale ha chiesto un impegno affinché il parlamento mantenga lo sconto di 7 yen al litro sul gasolio.
Una richiesta analoga è stata consegnata da una delegazione di consiglieri prefettizi ad alcuni parlamentari comunisti.
Sempre sull’inflazione, il 13 novembre, Akira Koike, intervenendo in parlamento, ha ribadito la necessità di un taglio all’imposta sui consumi al 5% la cui copertura sarebbe realizzabile rivedendo i tagli alle tasse sugli utili prodotti dalle grandi aziende che, per stessa ammissione di Takaichi, “non hanno prodotto l’effetto desiderato” in termini di crescita.
Due giorni prima, la premier aveva aperto alla possibilità di un taglio della tassa sui consumi qualora si trovasse una fonte di entrate stabile.
“I prezzi di oltre 3.000 prodotti alimentari sono aumentati in ottobre” affermato Yoshihiko Noda lo scorso 14 novembre, per il quale “è urgente attuare misure economiche tempestivamente”. Il partito guidato da Noda ha presentato un piano di contrasto all’inflazione da 8.900 miliardi di yen coperto, principalmente, dai fondi di emergenza a disposizione dell’esecutivo e che prevede, come misura di base, l’azzeramento della tassa sui consumi per gli alimenti a partire da ottobre del 2026 ed un sussidio da 30.000 yen a persona per le famiglie a basso reddito come misura temporanea in attesa dell’azzeramento.
Nel turismo, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, il Ministero degli Esteri starebbe ipotizzando un aumento dei costi necessari all’ottenimento del visto per motivi turistici. Se realizzato, sarebbe il primo aumento dal 1978.
Attualmente un visto turistico, per un singolo ingresso nel Paese, ha un costo di 3.000 yen mentre un visto che consente più di un ingresso ha un costo di 6.000 yen.
Circa la risicoltura, lo scorso lunedì, intervenendo in parlamento, la deputata del Partito Costituzionale Democratico, Kureha Otsuki, ha comunicato l’incertezza di numerosi agricoltori circa la semina del riso per il prossimo anno sottolineando come sia stata abbandonata, con il governo Ishiba, una politica mirante all’aumento della produzione. La deputata ha anche affermato che, nonostante l’immissione sul mercato delle scorte di riso pubbliche, il prezzo del prodotto al consumo non sia sceso in maniera decisiva.
Nella finanza, il gruppo SoftBank ha registrato, per il periodo aprile-settembre, profitti per 2.920 miliardi di yen. Il dato è quasi triplo rispetto allo scorso periodo dell’anno precedente è stato trainato dalle entrate prodotte da OpenAI, società che ha sviluppato Chat GBT e che è partecipata dalla società nipponica.
Nei trasporti, Osaka Metro ha comunicato utili record, per la prima metà del corrente anno fiscale, pari a 22,9 miliardi di yen (+41,3%). Cresciute anche le vendite che sono state pari a 127,7 miliardi di yen: il 25,3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nell’intrattenimento, le prospettive di profitto per l’anno fiscale corrente sono state riviste al rialzo da Sony. La società, martedì scorso, prevede utile per 1.050 miliardi di yen contro i 970 stimati in precedenza. Gran parte del dato è stato trainato dal successo della pellicola di animazione “Demon Slayer”.
Chiudendo con l’auto, Toyota Motor ha comunicato, mercoledì scorso, investimenti – ulteriori – per 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Il denaro, che sarà speso nei prossimi cinque anni, sarà destinato al rafforzamento della produzione delle batterie per veicoli elettrici e si concentrerà nell’impianto aperto dalla società giapponese nella Carolina del Nord e che dovrebbe contare, una volta aperto, su 5.100 lavoratori.
(con informazioni di fmprc.gov.cn; mofa.go.jp; global.toyota;cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

