Dopo le tensioni provocate dalle parole di Sanae Takaichi circa la possibilità che un intervento cinese a Taiwan porrebbe a rischio il Sol Levante, lo scorso 14 novembre il governo di Pechino ha invitato i propri cittadini a non recarsi in Giappone ove potrebbero trovarsi a rischio.
Il giorno seguente, mediante il Segretario Generale del Gabinetto, Minoru Kihara, il governo giapponese ha protestato per l’invito cinese.
Martedì, nel corso di un colloquio, il responsabile per gli Affari Asiatici del Ministero degli Esteri cinese, Liu Jinsong, ha comunicato all’omologo nipponico, Masaaki Kanai, che si attendono una ritrattazione delle parole pronunciate da Takaichi.
“La Cina ha nuovamente protestato con fermezza contro il Giappone per le dichiarazioni errate del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi nei confronti della Cina. La Cina ha chiarito che le dichiarazioni del Primo Ministro violano gravemente il diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali, erodono l’ordine internazionale del secondo dopoguerra e vanno contro il principio di una sola Cina e lo spirito dei quattro documenti politici tra Cina e Giappone. Tali dichiarazioni hanno causato danni al fondamento politico delle relazioni tra Cina e Giappone. La gravità della natura e dell’impatto di tali dichiarazioni ha suscitato forte indignazione e condanna da parte del popolo cinese. La Cina esorta vivamente il Giappone a ritrattare le dichiarazioni errate di Sanae Takaichi, a cessare di lanciare provocazioni su questioni riguardanti la Cina, ad adottare misure concrete per ammettere e correggere gli errori ed a sostenere il fondamento politico delle relazioni tra Cina e Giappone” ha dichiarato, il medesimo giorno, Mao Ning, Portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino.
Un invito agli studenti giapponesi in Cina affinché proteggano la propria sicurezza è stato rivolto dal ministro dell’Istruzione nipponico, Yohei Matsumoto.
Frattanto, lo scorso 18 novembre, la ministra per la Sicurezza Economica, Kimi Onoda, intervenendo in Camera dei Consiglieri, ha espresso preoccupazione per la dipendenza dell’economia nipponica da quella cinese.
Di una “retorica provocatoria che intensificherà le tensioni” ha parlato, lo scorso 17 novembre, il Segretario del Partito Comunista, Akira Koike, invitando la premier a ritrattare quanto dichiarato.
Giovedì, George Glass, ambasciatore statunitense a Tokyo, ha affermato che la risposta cinese alle parole di Takaichi sarebbero “provocatorie”. Secondo Glass, le azioni cinese “non sono utili e minano la stabilità regionale”.
In chiusura di settimana, la Repubblica Popolare ha deciso di rimandare l’incontro trilaterale (doveva essere infatti presente anche la Corea del Sud) dei ministri della Cultura. La decisione è stata criticata, a stretto giro di posta, dal governo nipponico.
La Cina potrebbe intanto reintrodurre il divieto alle importazioni di prodotti ittici nipponici. Secondo il centro di ricerca Teikoko Databank potrebbero essere 172 le aziende giapponesi che potrebbero vedersi colpite dalla misura.
Nei rapporti con l’Indonesia, lunedì scorso, i ministeri degli Esteri e Difesa dei due Paesi (Toshimitus Motegi e Shinjiro Koizumi per il Giappone e Sugiono e Sjafrie Sjamsoeddin per l’Indonesia), nel corso del loro vertice tenutosi a Tokyo, hanno riaffermato la necessità di cooperare nel campo della sicurezza marittima. Obiettivo primario del Sol Levante è quello di allontanare l’Indonesia, nonché gli altri Paesi dell’area, dalla Repubblica Popolare Cinese.
Incontrando i due ministri indonesiani, la premier ha espresso la volontà di sostenere i programmi economici definiti come prioritari dalla presidenza di quella nazione.
Nel corso dei colloqui, il Giappone ha anche confermato la prosecuzione del programma di prestiti indirizzato al rinnovamento della flotta di motovedette della Guardia Costiera indonesiana.
Circa le relazioni con la Corea del Sud, venerdì scorso, il governo della RdC ha tenuto, presso l’isola di Sado, una cerimonia di commemorazione dei lavoratori forzati coreani portati in Giappone durante il periodo coloniale e morti nelle miniere di oro ed argento lì presenti. Quest’anno è il secondo nel quale la RdC commemora i lavoratori caduti senza la presenza di rappresentanti ufficiali del Giappone.
In ambito militare, lo scorso martedì, il ministro della Difesa nipponico ha riaffermato la necessità di cooperare con la Corea del Sud.
“Non c’è nessun cambiamento circa il fatto la cooperazione tra Giappone e Corea del Sud e tra Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti sta diventando ancora più importante” ha sostenuto il ministro nonostante alcune tensioni occorse di recente quando il Sol Levante ha deciso di cancellare i piani per rifornire di carburante i velivoli militari sudcoreani dopo che questi avevano sorvolato le isole Dokdo (rivendicate da Tokyo con il nome di isole Takeshima) e, per risposta, la forze armate statunitensi avevano scelto di non inviare una banda militare ad un festival organizzato dalle FA.
Circa le servitù militari, lo scorso mercoledì, la Corte Distrettuale di Yokohama ha condannato lo Stato nipponico a pagare 3,9 miliardi di yen come risarcimento per le molestie da rumore a dei cittadini che abitano nei pressi della base di Atsurgi.
Giovedì scorso, la commissione interna al PLD per revisionare le norme sulla sicurezza nazionale, ha iniziato i propri lavori. “E’ nostra responsabilità come partito di governo iniziare a discutere senza considerare nulla come inamovibile” ha dichiarato il parlamentare Takayuki Kobayashi.
Circa la revisione dei documenti sulla sicurezza e della recente esportazione di missili Patriot prodotti in Giappone verso gli Stati Uniti, Meo Ning, a nome del Ministero degli Esteri di Pechino, ha affermato che “dopo la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, trattati e strumenti internazionali come la Dichiarazione del Cairo, la Proclamazione di Potsdam e le Istruzioni sulla Resa del Giappone hanno chiaramente affermato gli obblighi del Giappone, in quanto Paese sconfitto, richiedendogli di essere “completamente disarmato” e di non mantenere industrie che “gli avrebbero permesso di riarmarsi per la guerra”. Tuttavia, negli ultimi anni, il Giappone ha continuato ad allentare le restrizioni ed a perseguire il potenziamento militare. Ha aumentato il bilancio della difesa per 13 anni consecutivi ed ha adottato le nuove leggi sulla sicurezza per eliminare il divieto di esercitare il diritto all’autodifesa collettiva. Ha inoltre sostituito i Tre Principi sulle Esportazioni di Armi con i Tre Principi sul Trasferimento di Attrezzature e Tecnologie per la Difesa per allentare le restrizioni sulle esportazioni di armi ed ha persino iniziato a esportare armi letali. Pur affermando di sperare di costruire un mondo senza armi nucleari, il Giappone sta in realtà rafforzando la cooperazione sulla deterrenza estesa e sta persino cercando di rivedere i suoi tre principi non nucleari […]. Tutte queste mosse dimostrano che il Giappone si sta liberando dal principio esclusivamente difensivo e si sta riarmando rapidamente. […]
Se il Giappone cerca di tornare sulla via del militarismo, di violare il proprio impegno per uno sviluppo pacifico e di sconvolgere l’ordine internazionale del dopoguerra, il popolo cinese e la comunità internazionale non lo permetteranno. Un simile tentativo non potrà che concludersi con un fallimento”.
Contro la revisione dei tre principi di astensione dal nucleare (non ospitare, non possedere, non produrre) si è pronunciata, lo scorso 20 novembre, la Confederazione giapponese delle vittime delle bombe atomiche ed all’idrogeno (Nihon Hidankyo).
Il giorno successivo, l’organizzazione ha annunciato di aver raccolto 3.449.012 firme in calce ad una petizione, consegnata al Ministero degli Esteri, che richiede l’adesione del Sol Levante al trattato ONU per la messa al bando delle armi atomiche.
Sempre in campo militare, il 18 novembre, il parlamentare comunista Seiken Akamine ha chiesto al dicastero della Difesa di farsi carico dei costi per la depurazione da contaminanti PFAS delle acque di Chatan (Okinawa) la cui presenza è dovuta a condotte operate dalle forze armate statunitensi nell’area. Il Ministero, sostenendo che le sostituzioni di carboni attivo sono parte della gestione ordinaria degli impianti i costi, circa 1,6 miliardi di yen, dovrebbero essere a carico della Prefettura.
In politica interna, inaugurando, lo scorso 18 novembre, i lavori del nuovo “quartier generale” sulle questioni demografiche, la premier ha affermato che il crollo della popolazione è il più grande problema del Sol Levante. Il nuovo ufficio è presieduto dalla premier e vede la partecipazione dei ministri Kikawada (il quale, oltre alle deleghe per Okinawa ed i “Territori del Nord” ha anche quelle per l’infanzia e la rivitalizzazione regionale) e la menzionata Kimi Onoda.
Sul lavoro, l’esecutivo ha deciso che entrerà in vigore al primo ottobre del 2026 la norma che impone alle aziende ed agli enti locali di adottare misure di prevenzione rispetto agli abusi commessi dall’utenza a danno dei lavoratori.
Nella sanità, il Ministero della Salute ha comunicato che prevede di vaccinare le donne in stato interessante contro il Virus Respiratorio Sinciziale.
Sempre in quest’ambito, venerdì scorso, l’esecutivo ha comunicato che il numero di pazienti vittime da influenza che si trovano ricoverati ha già raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni: 145.526 nei sette giorni successivi il 10 novembre. La media è di 37,73 pazienti per struttura e cioè oltre i 30 considerati come livello di guardia. La cifra è 1,73 volte superiore rispetto alla settimana precedente.
Sul welfare, Akira Koike, nel corso di una conferenza tenutasi il 17 novembre, ha chiesto al governo di risarcire i cittadini colpiti dai tagli, del 10%, alle prestazioni sociali introdotti dal governo nel 2013 e dichiarati illegittime più volte dai tribunali ed, in ultimo, anche dalla Corte Suprema. L’esecutivo, per aggirare, in qualche modo il pronunciamento, intende effettuare, per il futuro, tagli per il 2,49%.
Mercoledì, invece, il Partito Costituzionale Democratico ha presentato al Segretario Generale del Gabinetto un pacchetto di misure economiche da 8.900 miliardi di yen destinati, principalmente, all’abbattimento della tassa sui consumi sugli alimenti (in una prima fase mediante sussidi da 30.000 yen a persona cui aggiungere 20.000 yen per ogni minore da destinarsi alle famiglie a basso reddito).
Venerdì, l’esecutivo ha approvato un bilancio supplementare da 21.300 miliardi di yen comprendente investimenti (in primo luogo nella cantieristica navale e nell’informatica) e misure per il contenimento dell’inflazione.
“Il Partito Liberal-Democratico ha una pesante responsabilità per aver trascurato la vita delle persone che soffrono a causa dell’aumento dei prezzi, concentrandosi invece sui conflitti politici interni, causando un vuoto politico di oltre tre mesi e ritardando fino ad oggi la formulazione di misure economiche. […] Il Partito Costituzionale Democratico del Giappone aveva redatto “Misure economiche di emergenza per proteggere vite e mezzi di sussistenza e accelerare gli aumenti salariali” e le ha sottoposte al governo e ai partiti di governo. […]
Dato il significativo ritardo nella formulazione delle misure economiche, il sostegno deve essere erogato alla popolazione il prima possibile. In quest’ottica, abbiamo proposto l’erogazione di “Sussidi di sostegno di emergenza per prezzi elevati e sostegno alimentare” alle famiglie e ai bambini a medio e basso reddito. Sebbene inizialmente il governo e i partiti al potere fossero fortemente contrari ai pagamenti in contanti, accogliamo con favore l’inclusione di un pagamento di 20.000 yen per ogni figlio nel pacchetto economico globale.
D’altro canto, la mancata inclusione dei pagamenti in contanti per i redditi medi e bassi, compresi i cosiddetti “lavoratori poveri”, è insufficiente . Poiché l’impatto dell’aumento dei prezzi è più grave per le persone con redditi più bassi: continueremo a chiederne l’attuazione.
L’entità del pacchetto, inclusi i tagli fiscali, è stimata in 21,3 trilioni di yen. Tuttavia […] una spesa fiscale eccessivamente elevata potrebbe minare la fiducia del mercato e mettere a rischio la vita delle persone. Inoltre, questo pacchetto include un gran numero di spese che chiaramente non soddisfano il requisito di “urgenza” per i bilanci supplementari previsti dalla Legge Finanziaria, come il bilancio per il raggiungimento di un aumento anticipato del 2% della spesa per la difesa rispetto al PIL.
Il Primo Ministro Takaichi ha sostenuto una “politica fiscale responsabile e proattiva”, ma ciò rende del tutto poco chiaro quale responsabilità stia cercando di assolvere e verso chi. Ciò che è importante in questo frangente è un pacchetto compatto che fornisca il supporto necessario in modo concentrato e mantenga una gestione fiscale che non si basi sull’emissione di titoli di Stato. La situazione attuale potrebbe piuttosto essere descritta come “politica fiscale irresponsabile e lassista”, il che è motivo di seria preoccupazione” ha commentato Satoshi Honjo a nome del PCD.
Circa il finanziamento alla politica, il Partito Democratico per il Popolo ed il Nuovo Komeito hanno avanzato una proposta che limiterebbe alle sedi nazionali ed alle federazioni locali la possibilità per aziende ed associazioni di effettuare donazioni ai partiti. Takayuki Ochiai, responsabile della materia dei costituzional-democratici, pur ribadendo che la soluzione ideale sarebbe il divieto totale al finanziamento da parte di questi soggetti alla politica, ha aperto alla soluzione offerta da parte dell’opposizione.
A Tokyo, intanto, la commissione elettorale metropolitana di Tokyo ha reso noto che, nel 2024, la locale federazione del PLD ha speso almeno 15 milioni di yen per sostenere, alle elezioni politiche dello scorso anno, tre candidati non sostenuti ufficialmente dal partito per il loro coinvolgimento nello scandalo dei fondi neri (gli ex ministri Hagiuda ed Hirasawa e l’ex deputato Odawara).
Nel contempo, interrogando il ministro agli Interni, Yoshimasa Hayashi, il deputato comunista Kotaro Tatsumi, ha sostenuto che non vi è riscontro circa 3,16 milioni di yen che la segreteria del ministro avrebbe pagato per costi connessi alla campagna elettorale. Secondo Tatsumi, però, alcune delle persone che avrebbero ricevuto il denaro hanno sostenuto di non averlo ricevuto e che le ricevute da questi firmate non presentano firme autentiche.
Sul nucleare, venerdì scorso, il Governatore della Prefettura di Niigata, Hideyo Hanazumi, ha sostenuto che l’ente da questi guidato darà il proprio via libera al piano di riattivazione del sesto reattore della centrale di Kashiwazaki-Kariwa, impianto gestito da TEPCO e fermo dal 2011. Il Governatore, riconoscendo che buona parte dell’opinione pubblica è contraria alla riattivazione, chiederà, il prossimo 2 dicembre, se essere riconfermato al vertice della Prefettura.
Il giorno precedente, l’Agenzia Regolatrice per il Nucleare ha segnalato a TEPCO mancanze nelle misure antiterrorismo adottate.
Di una decisione “inaccettabile” ha parlato Taku Yamazoe a nome del Partito Comunista. “E’ inaccettabile che TEPCO, le cui qualifiche come azienda di energia nucleare sono messe in discussione, proceda al riavvio dell’impianto” ha affermato il deputato.
Circa gli attacchi di orsi nel Giappone settentrionale, secondo quanto affermato, lunedì scorso, dal governo, tra aprile e settembre sono stati 196: un numero record. Al cinque novembre i morti erano stati 13. Per arginare il problema, il governo ha disposto l’invio di truppe delle Forze di Autodifesa ed aggiornato in senso meno restrittivo le disposizioni circa l’abbattimento della fauna selvatica.
Nell’istruzione, secondo un sondaggio condotto da un gruppo studentesco, nonostante un generico appello in tal senso del Ministero dell’Istruzione, soltanto 4 dei 120 atenei operanti a Tokyo rimborsa le tasse d’ingresso all’università che sono tenuti a pagare gli studenti ammessi a più di un ateneo e che, alla fine, ne frequentano soltanto uno.
In economia, il governo starebbe studiando di aumentare, in gennaio, a 3.000 yen di media i sussidi destinati alle bollette del gas pagate dalle utenze private.
Sempre per quanto concerne l’inflazione, nei sette giorni precedenti il 15 novembre, il prezzo al consumo del sacco di riso da cinque chilogrammi, il taglio più venduto per le famiglie, ha toccato una media di 4.444 yen: 116 yen in più rispetto alla settimana precedente e sesto settimana consecutiva di aumento.
Ad ottobre, il tasso d’inflazione totale è stato del 3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e dello 0,1% rispetto a settembre.
Martedì scorso, per la prima volta da quando si è insediata al governo, la premier ha incontrato il Governatore della Banca Centrale, Kazuo Ueda. Al termine dell’incontro, incentrato sulle politiche monetarie, non sono state rilasciate dichiarazioni dettagliate.
Venerdì, la neoministra delle Finanze, Satsuki Katayama, ha lasciato intendere che il governo potrebbe intervenire sui mercati valutari per contenere il deprezzamento dello yen.
Frattanto, secondo dati pubblicati lo scorso lunedì, il PIL annualizzato per il periodo luglio-settembre si è contratto dell’1,8% rispetto al periodo precedente. Il dato inizia a riflettere i dazi unilaterali imposti dal governo statunitense ai propri “alleati”.
Ad ottobre, infatti, per il settimo mese consecutivo, sono calate le esportazioni nipponiche verso gli Stati Uniti. Per la precisione, le esportazioni verso gli USA sono state pari a 1.750 miliardi di yen: il 3,1% in meno rispetto ad ottobre del 2024. Per il mese in esame, il surplus commerciale verso gli Stati Uniti si è contratto del 33,6% per 529,4 miliardi di yen mentre le importazioni sono aumentare del 20,9% (1.22o miliardi).
Nell’elettronica, il ministro dell’Economia, Industria e Commercio, Ryosei Akazawa, ha annunciato un investimento pubblico da 100 miliardi di yen nella società produttrice di chip Rapidus.
Nei trasporti, giovedì, sono iniziate le sperimentazioni di corse operate da vetture senza conducente per quanti lavorano nell’area della Dieta. I test dureranno circa un mese e prevedono la presenza di un guidatore, ancorché non operante, a bordo.
Nel turismo, il numero di visitatori stranieri che hanno visitato il Sol Levante in ottobre è stato di 3,9 milioni: il 17,6% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Per nazionalità, il gruppo più ampio è stato quello dei sudcoreani (867.200 e +18,4&), seguiti dai cinesi (715.700 e +22,8%). Tra gennaio ed ottobre, i turisti stranieri sono stati 35,5 milioni raggiungendo, quindi, quasi il totale dell’intero 2024 quando i turisti furono 36,87 milioni.
Nell’auto, Honda ha richiamato circa 256.000 vetture ibride del modello Accord vendute sul mercato statunitense per problemi sul software.
Chiudendo con il settore immobiliare, ad ottobre, il prezzo medio delle nuove unità abitative a Tokyo è cresciuto del 18,3% rispetto allo stesso mese del 2024 per 153,13 milioni di yen.
Il numero di appartamenti di nuova costruzione disponibili alla vendita è crollato del 28,2% (1.316 abitazioni).
Fuori dai 23 municipi della città propriamente detta, l’aumento percentuale è stato del 3% (66,37 milioni di yen in media) mentre a Saitama si è registrato un +6,9% (61,56 milioni di yen).
A Chiba e Kanagawa, i prezzi sono calati del 16,5 e del 5,6% (48,78 e 64,01 milioni di yen rispettivamente).
(con informazioni di fmprc.gov.cn; kemlu.go.id; cdp-japan.jp; jcp.or.jp; mainichi.jp)

